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«Per gli agenti della polizia locale non ci sono mascherine a sufficienza»

La denuncia del sindacato Sulpl

«Obiettivo di questo comunicato è sensibilizzare la parte politica e gli organi deputati a sorvegliare e garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, affinchè possano mostrare un qualche interessamento verso la tematica della prevenzione del Coronavirus. Per evitarne il dilagare è fondamentale continuare ad invitare i cittadini a restare a casa, purtroppo i messaggi e gli hashtag non bastano. Occorre anche fare opera di prevenzione, tipo avviare una seria sanificazione delle strade e degli uffici pubblici, prendendo esempio anche da enti privati che lo hanno fatto in presenza di casi conclamati di Covid-19». Scrive in una nota Miriam Palumbo del sindacato Sulpl.

«Anche una valida, seria e costante opera di prevenzione può contribuire infatti a ridurre il dilagare del Coronavirus. In questa fase rientra, come ribadito con sempre più insistenza da grandi medici e virologi italiani, anche l’utilizzo della mascherina. I benpensanti dicono che l’uso di questa potrebbe ingenerare allarmismo nella popolazione, da qui le reticenze anche nel farle utilizzare a talune Forze di Polizia su strada. Non è così. Significa fare prevenzione. Il problema è molto sentito dalla Polizia Locale, poiché spesso chi decide per noi non conosce la specificità del nostro lavoro. Nella vicina Bologna un collega ha contratto il Coronavirus, e molti altri casi sono presenti nella categoria. Noi stessi, come qualunque cittadino, potremmo aver contratto questo Virus e non saperlo ancora. Per cui il poter utilizzare la mascherina in determinati servizi sortirebbe l’effetto di ridurre il rischio di trasmettere e ricevere infezioni. Il problema è che nonostante la richiesta specifica di un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza fatta a tempo debito il 31 gennaio scorso, ad oggi, gli organi preposti non sono stati in grado di fornire un numero sufficiente di queste mascherine agli operatori su strada».

«Ora ovviamente è difficile reperirle per il personale sanitario (che cogliamo l’occasione di ringraziare per tutto ciò che stanno facendo in questi giorni difficili), figuriamoci per altri; ma se la richiesta non fosse stata sottovalutata o comunque accolta di buon grado tempestivamente, magari, avremmo potuto tutelare tutti e meglio. Oltre a guanti e gel disinfettante, in base alla tipologia d’intervento, potrebbe essere necessario l’utilizzo di mascherine, di tute monouso e di occhiali per proteggere gli occhi. La salute è un diritto di tutti e sminuire, banalizzare o sottovalutare il rischio e le richieste pertinenti di un RLS potrebbe comportare gravi responsabilità in carico agli organi preposti alla salvaguardia dei Lavoratori, oltre che mettere a rischio i Lavoratori stessi e di conseguenza i cittadini. Questo non è fare allarmismo, ma semplicemente prevenzione. Durante i TSO o i rilievi degli incidenti, o in caso di rissa etc. si viene inevitabilmente a contatto con persone che potrebbero essere potenzialmente contagiose, al pari nostro. I vertici di Polizia di Stato, carabinieri e Guardia di finanza hanno giustamente provveduto tempestivamente a dotare il personale dei dispositivi di Protezione Individuale (DPI) necessari, vorremmo che il Comune di Piacenza facesse altrettanto con la Polizia Locale. Non c’è più spazio per approssimazione e tentennamenti».

PL PC-2

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