Cronaca

«Per le dimore storiche lo Stato non paga i suoi debiti»

L’intervento del presidente di Italia Nostra Carlo Emanuele Manfredi a nome del Consiglio direttivo della sezione di Piacenza

Il ministro dei beni culturali Dario Franceschini

«Nel nostro Paese - è la nota del presidente di Italia Nostra Carlo Emanuele Manfredi a nome del Consiglio direttivo della sezione di Piacenza - il patrimonio storico-artistico appartenente a privati si trova in una situazione allarmante; e ciò, per lo più, a causa dello Stato, che non ha corrisposto ai proprietari interessati quanto dovuto a titolo di contributo ex art. 31 del decreto legislativo n. 42 del 2004, per interventi di restauro o conservativi autorizzati e già collaudati da diversi anni, eseguiti su beni d'interesse storico-artistico.

In particolare – come puntualmente evidenzia Confedilizia ogni mese sulla sua rivista – alla data del 31 agosto scorso sono passati 861 giorni da quando il Ministro Franceschini ha riconosciuto in Senato che lo Stato ha un debito – nei confronti dei proprietari interessati – di oltre 97 milioni di euro. E di questa somma solo ad alcuni sono stati corrisposti esigui acconti.

Lo Stato, quindi, ha spinto i proprietari d’immobili storico-artistico a compiere lavori, considerati, è palese, necessari e utili alla collettività, non soltanto al singolo. I proprietari si sono sobbarcati i lavori, fidando nel rispetto dell’impegno assunto dello Stato. Invece, nonostante la liquidazione e il riconoscimento del debito da parte degli uffici competenti, i rimborsi non giungono.

Accade, così, che numerosi immobili interessati ai rimborsi siano soggetti attualmente a crolli non avendo i proprietari – che contavano di poter utilizzare le somme loro dovute – la liquidità necessaria per finanziare i nuovi lavori di restauro e di messa in sicurezza.

Con particolare riferimento al territorio piacentino, molti castelli, ad esempio, sono stati abbandonati ed un numero da anni crescente degli stessi è stato posto in vendita da proprietari non in grado di manutenerli con altri proventi, restando peraltro da tempo in vendita, senza trovare collocazione, tantomeno ad italiani.

Per tutto quanto precede, la sezione di Piacenza di Italia Nostra invita, quindi, la sede centrale a condurre una vera e propria battaglia, a livello nazionale, per far corrispondere ai proprietari interessati quanto dovuto, così che si possa porre finalmente rimedio alla situazione in atto.  Ciò, con la precisazione che un ulteriore silenzio sulla materia, da parte della sede centrale, non potrebbe che essere interpretato, a questo punto, come una tacita forma di connivenza con tale tipo di sistema».

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