Perazzi esce dal carcere: «Quando ho visto Massimo ho chiamato subito i carabinieri»

Arrestato per favoreggiamento nel caso Sebastiani. Dopo aver risposto alle domande del giudice per 3 ore e mezzo, il gip ha prima convalidato l’arresto e poi disposto per lui l’obbligo di dimora nel suo comune

La casa di Perazzi a Costa Cerini

E’ uscito dal carcere Silvio Perazzi. Provato dai giorni che ha trascorso in cella, è tornato a Vigolo Marchese. Era stato arrestato il 7 settembre con l’accusa di favoreggiamento, «per aver aiutato Sebastiani a eludere le ricerche delle Forze dell’ordine e della magistratura». In seguito è stato interrogato l’11 settembre in carcere dal giudice per le indagini preliminari Luca Milani, alla presenza del difensore, avvocato Paolo Fiori, e del sostituto procuratore Ornella Chicca. Dopo aver risposto alle domande del giudice per 3 ore e mezzo, il gip ha prima convalidato l’arresto e poi disposto per lui l’obbligo di dimora nel suo paese. 

Chicca - che lo aveva arrestato con le ipotesi di reiterazione del reato e inquinamento delle prove - non si è opposta all’obbligo di dimora (che è una misura cautelare). Fiori, invece, aveva chiesto di non convalidare l’arresto e di rimetterlo in libertà. Ora Perazzi è a piede libero, ma non può allontanarsi dalla località in cui vive. «La concessione dell’obbligo di dimora - ha affermato l’avvocato Fiori - dimostra che il rischio cautelare è stato giudicato molto lieve, sia da parte del magistrato inquirente sia da parte del giudice».


Il 68enne ha ribadito quanto aveva già detto: «Ho telefonato ai carabinieri e ho detto a loro di aver visto Sebastiani». Il 7 settembre, nella tarda mattinata, Perazzi avrebbe scoperto che in una sua casa nella zona di Sariano - un’abitazione frequentata saltuariamente, dove svolge alcuni lavori e ospita degli attrezzi - c’era Sebastiani, nascosto nel solaio. Il 45enne sarebbe entrato in quella casa in modo clandestino.

Una casa che Sebastiani conosceva bene, perché per anni aveva convissuto con la figlia di Perazzi. Sapeva, insomma, come arrivare in quell'immobile tra i boschi. Perazzi ha sentito un rumore e quando ha visto il suo amico gli avrebbe detto “vai via, che mi hai già messo nei guai…”. Il 68enne, a quel punto, sarebbe salito sul suo furgone per andare dai carabinieri di Carpaneto, mentre Sebastiani si spostava nei boschi lì vicino. Durante il viaggio, secondo la versione che ha fornito, si sarebbe fermato per telefonare alla caserma spiegando che cosa era accaduto e che stava per arrivare a Carpaneto.

La telefonata è partita alle 12.25, i militari hanno fermato Sebastiani alle 12.35. Una rapidità che ha permesso la cattura di Sebastiani da parte dei carabinieri di Carpaneto. Perazzi, tra l’altro, ha ribadito al giudice che quella è stata l’unica volta che ha visto Sebastiani dal tragico 25 agosto. Le indagini, insomma, continuano e per Perazzi resta in piedi l’accusa di favoreggiamento, anche se la scarcerazione è un aspetto importante: ciò che ha detto il 68enne non avrebbe, alla luce del suo ritorno a casa, fatto sorgere forti dubbi sulla sua versione dei fatti. 

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