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(Repertorio)

(Repertorio)

«Perché il multavelox di Tuna è stato messo sul rettilineo?»

Dai lettori: «La postazione è stata allestita sul rettilineo, dove è noto che si raggiunga la velocità più alta, ma a volte non è la più pericolosa»

Parafrasando un antico e navigato politico: a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Nel mio comune Gazzola, come in altri, a breve ci saranno le elezioni dei nuovi amministratori che staranno in carica per 5 anni, per cui vorrei far conoscere quello che riguarda la mia quotidianità di residente e votante.

Nelle ultime settimane, in tutte le frazioni del comune di Gazzola compreso in quella di Tuna dove risiedo, sono emerse da un nulla di anni, con fervore e grande sbattimento di ali, molte presenze di amministratori, di tecnici comandati e di iniziative sulla sicurezza e il decoro dell’abitato. Mi riferisco alle riunioni per il controllo di vicinato solidale, alla ritinteggiatura, dopo anni e anni, finalmente della facciata del cimitero, peccato solo il fronte, quello ben visibile per chi transita sulla strada Provinciale 40, niente invece per il resto del perimetro.  

Finalmente anche l’erba delle due aiuole all’ingresso del cimitero è stata tagliata, dando un grande senso di cura, di pulizia, di ordine, di attenzione. E siamo solo al 7 di aprile, rispetto al 5 giugno. Ma l’opera d’arte sono i multavelox arancioni, coloratissimi, con lucina intermittente, finalmente installati dopo pressanti richieste di anni visto la pericolosità della Provinciale 40, che taglia in due la frazione di Tuna. 

Ma perché devi essere sempre portato a pensare male di una iniziativa che doveva e “deve“ essere di prevenzione alla incolumità di tutti? Ma perché questo dolente e non volente “pensar male” deve sempre condurti verso chi amministra la cosa pubblica e collettiva. Quando poi si realizzano cose in fretta all’ultimo minuto, capita che il lavoro venga a metà, non sia utile fin in fondo. Appare ancora di più evidente la “mossa” strategica di dare un segnale di captazione benevolenza. 

La postazione è stata allestita sul rettilineo, dove è noto che si raggiunga la velocità più alta, ma a volte non è la più pericolosa. A ben guardare, da osservatore attento ma non competente logisticamente, le colonnine multavelox (a proposito sono attive e dotate di macchine elettroniche molto costose, o è solo la scatola vuota?) sono state collocate all’ingresso della “Locanda di Tuna“ e l’altra a meno di metà percorso, proprio davanti alla chiesa, sicuramente dove ci sono meno abitazioni, dove la concentrazione pedonale è scarsa, dove la visibilità è lunga per il rettilineo. 

Perché proprio lì? Viceversa, secondo diversi abitanti della zona, dopo la chiesa ci sono i due ingressi laterali principali che portano alla zona più residenziale della frazione in prossimità delle due curve di “Lesmo“ all’inizio di Tuna, così amate dai novelli “Vettel e Valentino“, i quali possono continuare a tenere alta la propria adrenalina a scapito dei poveri passanti o ciclisti (già la famosa pista ciclabile) che rischiano ancora. 

L’invito è di fare un sopralluogo: a piedi, mi raccomando. Per poi fare la brusca frenata davanti alla chiesa, giustamente è lapalissiano. Mi auguro, sempre a nome di un forte gruppo di “tunesi”, che sia rivista la logistica e la operatività distorta e molto personalizzata in una logica più rivolta alla vera sicurezza di tutti, residenti e passanti, spendendo con intelligenza e correttezza i soldi dei contribuenti, sia residenti che villeggianti, senza pensare alle contingenti elezioni e un po’ più con strategia e lungimiranza, visto che tutto il comune di Gazzola è stato “chiuso” negli ultimi 30 anni dai comuni limitrofi, cresciuti in commercio, sviluppo, occupazione, imprese artigianali e locali.
Delio Rescaglio
Tuna

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