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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Pestaggio del carabiniere, la procura ha chiesto il giudizio immediato per i tre arrestati

Pestaggio del brigadiere capo del Quinto Battaglione di Bologna Luca Belvedere durante un corteo antifascista e contro l'apertura di Casa Pound a Piacenza. La procura ha chiesto il giudizio immediato per Giorgio Battagliola, Lorenzo Canti e Moustafa Elshennawi 

Pestaggio del brigadiere del Quinto Battaglione di Bologna Luca Belvedere durante un corteo antifascista e contro l'apertura di Casa Pound a Piacenza. La procura ha chiesto il giudizio immediato per Giorgio Battagliola, Lorenzo Canti e Moustafa Elshennawi accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. I tre sono stati arrestati su ordinanza di custodia cautelare dopo le indagini, lampo, di carabinieri e polizia coordinati dal sostituto procuratore Roberto Fontana. I tre sono accusati di aver fatto cadere, picchiato con lo scudo e con calci e pugni il militare durante gli scontri in centro il 10 febbraio. L'egiziano in via San'Antonino avrebbe colpito il carabiniere Luca Belvedere con il suo scudo, Giorgio Battagliola gli avrebbe fatto lo sgambetto e lo avrebbe colpito con un'asta mentre il Canti lo avrebbe preso a calci e pugni. 

Carabiniere aggredito, arrestato egiziano ©Gatti_ilPiacenza-2-3Carabinieri e polizia di Piacenza hanno lavorato fianco a fianco dal pomeriggio degli scontri anche con i colleghi di Torino, Bologna e Modena. Il corteo contro l'apertura di CasaPound, organizzato dal collettivo piacentino ControTendenza, aveva visto la partecipazione di circa cinquecento persone tra esponenti di centri sociali del Nord Italia e da una folta rappresentanza del Si Cobas ed era degenerato prima in via Landi e poi definitivamente in via Sant'Antonino. Gli inquirenti avevano realizzato un fascicolo completo con tutti i fotogrammi degli scontri estrapolati dai video e dalle fotografie dei media, un lavoro certosino che aveva permesso di individuare con ragionevole certezza gli autori del brutale pestaggio, di lì la richiesta accolta dal gip Adele Savastano delle tre ordinanze di custodia cautelare. Lo straniero 23enne e appartenente al Si Cobas difeso dall'avvocato del foro di Milano Eugenio Fosco, era stato arrestato il 15 febbraio nella sua abitazione a Belgioioso di Pavia (in via Torricella aveva un domicilio perché lavora in una ditta di logistica in città), il 29enne Giorgio Battagliola, vicino agli ambienti No Tav, era stato invece raggiunto poche ore dopo a Bussoleno in  Val Di Susa dove fa il cuoco ed è difeso dall'avvocato Claudio Novaro del foro di Torino, mentre Lorenzo Canti, 22 anni e appartenente a centri sociali del Bolognese, difeso dall'avvocato Marina Prosperi (foro di Bologna) si era costituito. 

Per i tre arrestati (Moustafa Elshennawi e Lorenzo Canti ora ai domiciliari in attesa del processo) si sono svolti nelle settimane successive, davanti alle Novate diversi presidi di solidarietà, all'ultimo il 25 marzo aveva partecipato anche Eleonora Forenza, deputata al Parlamento europeo dal 2014 nel gruppo Gue-Ngl nella coalizione L'altra Europa con Tsipras che aveva dichiarato: «Criminalizzare il dissenso è sbagliato e ingiusto». E alla domanda: "Anche se è stato picchiato un carabiniere?" aveva risposto: «In realtà la dinamica dei fatti andrebbe ricostruita diversamente dal nostro punto di vista. Noi siamo in un Paese dove un pm ha dovuto scontare il prezzo di dire quello che era successo in un processo a Genova, pertanto credo che vadano ricostruite le cose nella loro complessità».

roberto fontana-2-2-2L'ORDINANZA DEL GIP - "Si sono mossi come professionisti della contrapposizione violenta e in particolare l'egiziano ha posto in essere una condotta gravissima caratterizzata da una violenza immotivata e gratuita verso un uomo che per quanto avesse la divisa era inerme ed è stato colpito per puro odio, una dimostrazione di assenza di freni inibitori di umanità in un contesto e di logica di branco". Questo si legge nell'ordinanza del gip Savastano. L'egiziano, continua l'ordinanza, "ha agito senza essere in grado di operare alcun bilanciamento tra le pure ipotetiche ragioni della condotta nel volere entrare in una via proibita e l'azione realizzata che risulta incongrua trattandosi di un operatore che stava arretrando, dunque non costituiva nessun ostacolo alla realizzazione dello scopo illecito. Una condotta odiosa che travalica la dinamica di una manifestazione, seppur non autorizzata in quel momento. Gli elementi analizzati hanno messo in evidenza una logica di branco dove non c'era neanche una coerenza con lo scopo perseguito: non c'era bisogno di avventarsi sul militare in quel modo, anche e sopratutto perché era già a terra e nel mirino di altre persone che lo stavano picchiando".

Carabiniere aggredito, arrestato egiziano ©Emanuela Gatti/ilPiacenza

Corteo anti-Casapound, scontri in centro ©Emanuela Gatti/ilPiacenza

Corteo contro Casa Pound: gli scontri ©Gatti-Bonetti/IlPiacenza

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