Petrolio nel Po, Bertolaso: «Massa oleosa fermata, è sfuggito solo il 5%/10%»

Gli aggiornamenti sul petrolio nel Po. Bertolaso, ancora a Piacenza, ha confermato che "la situazione è sotto controllo". Parte ora la bonifica: "A valle di Isola Serafini - ha detto - saranno realizzate altre due barriere con navi anti-inquinamento in grado di recuperare il 5/10% che è sfuggito". Non ci sono problemi per l'acqua di casa

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Bertolaso dopo il summmit in prefettura di giovedì
"La situazione è molto migliorata". Così il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha risposto ai cronisti che lo hanno interpellato sull'inquinamento del Lambro e del Po, al suo arrivo a Piacenza questa mattina, dove si è svolto il secondo incontro in prefettura.

"Abbiamo continuato il monitoraggio durante tutta la nottata e abbiamo potuto verificare che di fatto da Monza, dal Lambro non arriva quasi più nulla - ha spiegato -. Quindi tutta quella che era la massa oleosa che è stata rilasciata adesso è sotto controllo, nel senso che nel Lambro dovremo semplicemente fare un intervento importante di bonifica. E adesso si va a recuperare tutto quello che è stato fortunatamente ben contenuto dalla barriera di isola Serafini che è diventata il punto cardine di questa situazione".

"SFUGGITI DA ISOLA SERAFINI SOLO IL 5% DI OLI" - Il capo della Protezione civile, infatti, ha annunciato che "a valle di Isola Serafini, tra la provincia di Mantova e quella di Rovigo, saranno realizzate altre due barriere con delle navi anti-inquinamento in grado di recuperare quel 5/10% che è sfuggito. Il lavoro si sta portando avanti attraverso una cabina di regia, stiamo monitorando tutta la situazione". "Tutti i capoluoghi di provincia che da Piacenza arrivano fino alla foce del fiume, ogni prefettura, ogni Provincia, ogni realtà locale sta lavorando a quelli che possono essere i possibili problemi".

LE DICHIARAZIONI DI GIOVEDI' 25 FEBBRAIO 
- Guido Bertolaso, sottosegretario alla Protezione civile, ha concluso verso le 17 e 30 di giovedì 25 febbraio il vertice in prefettura di Piacenza con i rappresentanti dei Comuni rivieraschi, quelli della Lombardia e gli uomini della Protezione civile. Un incontro proficuo, quello di giovedì, ha sottolineato il numero uno della Protezione civile, che ha permesso di fare il punto sulla situazione e di coordinare le prossime azioni, tra le quali la richiesta dello stato di emergenza. "Ci stiamo impegnando per tutelare l'Adriatico - rileva Bertolaso -, usando tutti gli strumenti a nostra disposizione, che sono adeguati. Sono state messe in piedi diverse barriere, e quella di Isola Serafini è senza dubbio la più importante, quella cruciale. Non si sa esattamente quanta materia oleosa sia stata messa in circolo, pertanto l'attenzione è massima". 

LA DIFFICOLTA' DELLO STOCCAGGIO DEGLI OLI - Ai cronisti che gli domandano una stima dei danni, Bertolaso non sa dare una risposta precisa: "E' ancora presto per dirlo. Saranno comunque ingenti". "Se qualcosa dovesse sfuggire ai filtri, interverremo con delle navi sul Delta del Po - continua -. C'è un'altra difficoltà: lo stoccaggio e il recupero degli oli. Vanno infatti smaltiti in aree autorizzate, ed è un'operazione delicata, in cui bisogna rispettare determinate normative. La nostra priorità è tutelare il fiume".   

Il presidente della Provincia di Milano Podestà
PODESTA': "DECISIVE LE PROSSIME 72 ORE" - Poco prima di Bertolaso, a nome dei rappresentati dei Comuni lombardi, è uscito dalla prefettura Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano. Podestà ha ricordato come "siano decisive le prossime 72 ore". "C'è stata una grande rapidità di azione - evidenza l'esponente del Pdl -, non appena ci si è accorti della portata del problema. Sono già stati contenuti gran parte degli oli sversati. Certo, ci sono alcune criticità: l'importante è che la situazione non peggiori".

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