"Piacenza città delle tre C": nasce il primo gioco sulla nostra città

"Piacenza città delle tre C" è una via di mezzo tra il Gioco dell'oca e Monopoli. L'80% del ricavato della vendita, che avverrà prevalentemente in piazza Cavalli nel periodo natalizio, andrà all'associazione "Oltre l'autismo"

Il tabellone del gioco

«Promuovere la nostra città e aiutare l’associazione "Oltre l’autismo": questo il duplice scopo del gioco "Piacenza città delle tre C": l'80% di quello che riusciremo a ricavare dalla vendita, che avverrà prevalentemente in piazza Cavalli nel periodo natalizio, andrà all'associazione»: così Fabio Malusardi e Roberto Colla di "Piacenza Cultura e sport", presentano il primo gioco sulla nostra città.

Il gioco sarà disponibile da sabato 28 novembre: alle 16 all'auditorium di Sant’Ilario sarà presentato ufficialmente "Piacenza città delle tre C".

«Piacenza era conosciuta in passato come la città delle tre C – spiega Fabio Malusardi - chiese, caserme e conventi. Il gioco che ha ideato l'associazione Piacenza cultura e sport ha ripreso questa nota popolare modernizzandola in "Chiese, caserme e conti correnti". Il gioco è una via di mezzo tra Monopoli e il Gioco dell’oca: si possono costruire chiese, caserme e banche. Saranno disponibili anche alcune espansioni che si potranno scaricare gratuitamente dal sito www.piacenzatrec.eu».

Il gioco è pensato per un minimo di due giocatori ed un massimo di quattro. Il tabellone rispecchia il tracciato delle mura farnesiane e lo scopo è quello di diventare il giocatore più ricco. All'interno della scatola sono presenti anche domande sulla nostra città: in questo modo l'associazione "Piacenza cultura e sport" vuole diffondere informazioni sul nostro territorio. 

«Invitiamo le direzioni scolastiche – interviene l'assessore Giulia Piroli - ad acquistare questo gioco perché può essere da una parte un'occasione ludica e dall'altra un'occasione didattica per i bambini». 

«La vendita del gioco – racconta Maria Grazia Ballerini, presiedete di "Oltre l'autismo onlus - andrà ad aiutare alcuni progetti della nostra associazione. Questa iniziativa domostra come sia importante fare rete: da soli non si va da nessuna parte».

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