Piacenza come Tokyo, un defibrillatore ogni 100 metri nei condomini di viale Dante

Al via un importante e ambizioso progetto sperimentale che porterà 150 apparecchi salvavita installati nei palazzi fra via Conciliazione e via Manfredi. Aschieri: «Siamo i primi in Europa, come noi soltanto il Giappone»

Piacenza come Tokyo, ovvero un defibrillatore nei palazzi di viale Dante ogni 100-150 metri. Questo per aumentare di quattro volte la sopravvivenza di chi viene colpito da arresto cardiaco improvviso. E' questa l'importante e ambiziosa novità annunciata direttamente dalla cardiologa Daniela Aschieri di Progetto Vita, dai suoi collaboratori e dalla dirigenza dell'Asl di Piacenza: partire a Piacenza (già capofila da vent'anni nella cultura della defibrillazione precoce extraospedaliera) con la realizzazione di un quartiere cardio protetto. Quel quartiere sarà viale Dante, individuato oltre che per l'alta densità abitativa, anche per il nefasto primato del comprensorio cittadino con la più alta mortalità da arresto cardiaco improvviso. «Si verificano circa 10 casi all’anno, tutti in questi anni con esito infausto» afferma Aschieri.

L'importanza di questo progetto è facilmente intuibile, soprattutto se si considera che è la prima sperimentaiozne di questo tipo in tutta Europa. Il progetto “Quartiere Cardioprotetto” prevede di collocare 150 defibrillatori nel quartiere di viale Dante, dove si registra la maggiore mortalità da arresto cardiaco tra i quartieri cittadini.
Il progetto prevede di installare un defibrillatore ogni 5200 metri quadrati, pari a 1/66 abitanti. Un data manager seguirà gli sviluppi del progetto, che avrà durata di 3 anni e vuole portare dati scientifici a favore (o contro) la defibrillazione domiciliare.

«L’impegno sarà massimo per i volontari e per chi dovrà lavorare nel progetto - spiega la dottoressa Aschieri - I defibrillatori saranno collocati sulla facciata esterna dei condomini del quartiere, accessibili a tutti i cittadini. Il progetto prevede un piano informativo e formativo per creare un modello di comunità informata e sensibilizzata al primo soccorso in caso di arresto cardiaco per la diffusione della cultura e della prevenzione cardiologica. Su circa 10mila residenti, contiamo di formarne gratuitamente la metà, in modo che in ogni famiglia di viale dante ci possa essere una persona in grado di utilizzarlo». 

Piacenza da 20 anni è la culla della cultura della defibrillazione, e il percorso culturale sviluppato in questi anni ha cambiato le modalità di intervento nella rete 118 inserendo semplici cittadini e forze dell’ordine nella catena del soccorso. Un passaggio culturale che ha portato alla nuova legge sullo sport, a percorsi didattici specifici nelle scuole (soprattutto di Piacenza) e l’integrazione del modello piacentino del soccorso non sanitario nei principali sistemi di emergenza territoriale italiani.
 
Questa iniziativa si inserisce all’interno delle iniziative di Progetto Vita, che al momento conta di una rete di 744 defibrillatori installati in città e provincia e che ha permesso di triplicare la sopravvivenza da arresto cardiaco a Piacenza quando interviene un soccorritore “laico” in attesa dell’arrivo della ambulanza. In particolare negli impianti sportivi di Piacenza dotati di defibrillatore (dato pubblicato al Congresso Europeo di Cardiologia di Barcellona 2017) la sopravvivenza da arresto cardiaco è del 93% (senza danni neurologici) rispetto al 9% negli impianti senza defibrillatore. La prossima sfida sono i condomini, dove la mortalità resta alta e dove si verificano l’80% dei casi di arresto cardiaco anche nella nostra città e provincia.
 
I defibrillatori saranno donati da Philips che ha investito per la buona riuscita del progetto. Il quale però sarà reso possibile anche dalla collaborazione con associazioni di categoria partner iniziali: Anpas, Unione commercianti, Cna Piacenza, Acer.

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