Piacenza fuori dalla rete Ready, protesta delle associazioni Lgbti davanti al comune

Sabato 14 ottobre manifestazione antidiscriminazione in piazza: «Il silenzio tombale da parte del sindaco e degli assessori della giunta del Comune di Piacenza non è un segnale confortante»

"Il silenzio tombale da parte del Sindaco e degli assessori della giunta del Comune di Piacenza non è un segnale confortante. Dopo l’uscita del Comune di Piacenza dalla rete RE.A.DY., le associazioni per i diritti Lgbti hanno indetto una manifestazione davanti a palazzo Mercanti, sede del comune, in piazza Cavalli". Si legge in una nota dell'Atomo Arcigay Piacenza, Agedo - Associazione di Genitori parenti e amici di persone Lgbti e Famiglie Arcobaleno Piacenza

"L’appuntamento è alle 15.30 di sabato 14 ottobre: vi saranno interventi dei rappresentanti de L’Atomo Arcigay Piacenza, AGEDO e Famiglie Arcobaleno; si aggiungeranno il segretario di Arcigay Nazionale Gabriele Piazzoni, il presidente di Arcigay Nazionale Flavio Romani, le delegazioni dei comitati Arcigay delle città confinanti con Piacenza, gli esponenti delle opposizioni in comune, i rappresentanti delle sigle sindacali confederate e, soprattutto, i comuni cittadini, veri protagonisti di questa vicenda."

«RE.A.DY. è una rete che serve a proteggere dalle discriminazioni i soggetti più fragili - dichiara la Presidente de L’Atomo Arcigay Piacenza, Paola Romanini - Persone che sono spesso giovani e giovanissimi, che ancora subiscono pesanti discriminazioni da familiari respingenti, a scuola e dai pari. L’adesione alla rete era uno strumento pubblico importante, poiché non lasciava solo alle associazioni l’onere di rispondere alle ingiustizie causate dalle discriminazioni, ma poneva il Comune in prima linea. Questa sicurezza, ora, non c’è più”».

«Capita spesso, purtroppo, che chi ci rimetta alla fine siano le persone comuni - dichiara Davide Bombini, segretario de L’Atomo e Consigliere Nazionale di Arcigay - l’assessore Massimo Polledri ha promosso l’uscita dalla rete dicendo che il comune avrebbe smesso di spendere soldi in più, oltre che per evitare che si promulgasse la inesistente ‘teoria del gender’ nelle scuole». «Purtroppo  - prosegue Bombini - attraverso verifiche è risultato che non vi siano prove di costi connessi alla rete RE.A.DY a Piacenza, e che neppure siano mai state fatte lezioni o attività a scuola collegate alla rete stessa. Col dubbio di aver cercato male, abbiamo richiesto tali dati direttamente all’sssessore Polledri, che non è stato in grado di fornirceli. Temiamo che non esistano».

«Partendo dalla certezza scientifica, di natura medico-clinica, psicologica e psichiatrica, che la “teoria del gender” non esista, sancita non da me, ma dall'Organizzazione Mondiale della Salute e dall'Associazione Internazionale degli Psicologi - dichiara Davide Bastoni, vicepresidente de L’Atomo Arcigay Piacenza e Responsabile Salute - siamo sicuri che il sindaco Barbieri e la sua giunta vorranno condividere con noi e le altre associazioni LGBTI un percorso di dialogo e collaborazione». «Auspichiamo - conclude Bastoni - che il governo della città voglia ampliare lo spazio dei diritti sul territorio di Piacenza».

"La manifestazione si concluderà con una simbolica spianata di corpi distesi a terra, a significare come siano le persone, i piacentini e non, ad essere le vere e uniche vittime della politica aggressiva di questi giorni. Le persone, tutte, sono le uniche a subire un danno reale e non le associazioni (o la fantasiosa “teoria gender”)".

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