Sono passati due mesi: è tutto a posto con i pedaggi gratuiti?

Esattamente due mesi fa, pochi giorni dopo il crollo del ponte sul Po, l'Anas rendeva gratuito il pedaggio sull'autostrada da e per gli svincoli di Piacenza. Sono passati 60 giorni, di un nuovo ponte si continua a discutere e tutti continuano a viaggiare casello – casello. Qualcuno, con sorpresa sull'estratto conto

Ci è arrivata qualche giorno fa, in redazione. È la lettera costernata di un piacentino L.F. le sue iniziali, che raccontava la sua amara sorpresa. Sull'estratto conto del telepass, ogni passaggio registrato fra i caselli di Piacenza Nord e Piacenza Sud, dal crollo del ponte in poi, erano stati regolarmente addebitati. Ha chiamato il numero verde telepass ottenendo una risposta. Poi ha chiamato l'ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Piacenza e, a suo dire, ne ha ottenuta un'altra. Diversa. Il lettore, in calce al suo messaggio, lasciava il suo recapito, invitandoci a fare chiarezza.

Lo abbiamo richiamato e parlando al telefono è venuto fuori che la “colpa” dell'addebito improprio non era di nessuno se non del lettore stesso che aveva omesso di spedire all'Anas un'apposita dichiarazione con la quale avrebbe potuto fruire della gratuità del pedaggio. Il dilemma risolto, però, se ne è tirato dietro subito un altro: è stato davvero così semplice e veloce, ottenere l'esenzione?


Secondo quanto aveva diffuso l'Anas ai primi di maggio, chi non aveva ancora il telepass aveva davanti a sé almeno tre opzioni. La prima, conservare gli scontrini del pedaggio (pagato) e poi chiedere il rimborso. La seconda, chiedere all'Anas una tessera prepagata. La terza, chiedere – sempre all'Anas – l'attivazione di un telepass a canone gratuito.

È per chi aveva già il telepass che l'iter per viaggiare gratis si complicava un pochettino. Era necessario, infatti, far pervenire all'Anas una dichiarazione “il cui  testo è disponibile sul sito www.telepass.it, attestante il fatto che  gli stessi risiedono o hanno una attività economica nell’ambito di uno dei predetti comuni limitrofi al tratto interrotto della via Emilia”.

In questo momento, il modulo – disponibile sul sito www.stradeanas.it è stato archiviato – ci ha spiegato l'ufficio relazioni con il pubblico. Non è più visibile in home page ma alla pagina 6 dell'archivio. Resta comunque valida la richiesta di esenzione dal pedaggio. In attesa di un nuovo ponte, è letteralmente l'unica strada da battere, per non pagare il tragitto al di la del Po.


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