Piacenza vede sfumare un magistrato a cui avrebbe avuto diritto

Per la mole di lavoro svolto - superiore alla media italiana - la nostra procura avrebbe potuto avere un pm in più, facendo aumentare a cascata le Forze dell'Ordine e il personale degli uffici, oltre a poter garantire maggior sicurezza

La procura di Piacenza

Piacenza avrebbe potuto avere un sostituto procuratore in più, ma tutto è sfumato nel giro di pochi giorni. Il decreto, poi diventato legge in novembre, aveva un titolo che era tutto un programma: «...misure urgenti per la definizione del contenzioso presso la Corte di Cassazione, per l’efficienza degli uffici giudiziari e per la Giustizia Amministrativa». 

Piacenza, grazie alla mole di lavoro della procura, superiore alla media nazionale, avrebbe avuto diritto a un pm in più. «Sarebbe stata un’occasione - ha detto un po’ dispiaciuto il procuratore capo Salvatore Cappelleri - di crescita per la procura, ma sarebbe anche stata un’occasione per le Forze dell’ordine di chiedere più personale e anche un’occasione per aver più sicurezza».

La procura di Piacenza ha 1070 nuovi fascicoli per ogni magistrato, contro una media italiana di 630. Questi numeri avevano posto la nostra procura tra quelle a cui si sarebbe dovuto assegnare una toga in più. Se fosse arrivata, tra l’altro, anche gli uffici giudiziari avrebbero dovuto incrementare il personale. Invece, nulla di tutto questo. 

Caleranno anche i reati, ma la percezione della sicurezza nei piacentini non si può dire sia al top, a partire dai tantissimi furti. Importanti operazioni contro lo spaccio di droga (nello spaccio da strada, tra l'altro, hanno fatto il loro esordio anche i sedicenti profughi richiedenti asilo), delitti risolti in poco tempo, complesse indagini finanziarie, grandi truffe che vedono alla sbarra anche dipendenti pubblici. Una criminalità che sarebbe stato possibile aggredire in modo ancora più forte avendo un pm in più.

Il Consiglio superiore della magistratura aveva esaminato numeri dei vari distretti e, dopo aver visto quelli di Bologna, si era deciso per un pm in più a Piacenza (la pianta organica attuale prevede 5 sostituti procuratori oltre al capo della procura). Insomma, il lavoro delle toghe piacentine era stato apprezzato e riconosciuto. Poi, però, all’improvviso nel decreto del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, sparisce in nome di Piacenza. Alla fine di gennaio, intanto, arriverà un nuovo pm che andrà a coprire il posto vacante dopo il trasferimento del magistrato Michela Versini, facendo tornare regolare la pianta organica.

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