Biancheria intima e droga, in arresto l’ambulante laureato

Slip e reggiseni con doppio fondo per nascondere la droga. In manette per spaccio è finito un laureato senegalese. In attesa della seconda laurea, sbarcava così il lunario

Intimo femminile contraffatto e droga. Erano queste le merci che un senegalese vendeva per sbarcare il lunario in attesa di conseguire la seconda laurea in informatica all'università di Venezia. Reggiseni e mutandine erano infatti lo specchietto per allodole impiegato da Fall Salà per attrarre la clientela, alla quale tentava poi di rifilare le sostanze stupefacenti: un'attività che lo vedeva coinvolto anche a Piacenza dove ieri è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo radiomobile in un bar dalla zona di via Colombo. A dare l'allarme è stato proprio il gestore dell'esercizio pubblico, preoccupatosi per aver notato che l'africano non aveva ancora lasciato il bagno nel quale era entrato mezz'ora prima.


A tradirlo in caserma è stato un sorriso di sollievo che non è sfuggito al militare che lo aveva appena perquisito, rinvenendo nelle tasche4 grammi di hashish. Insospettito dall'atteggiamento, il carabiniere ha eseguito una perquisizione più accurata, rendendosi così conto che per il senegalese la biancheria intima era abitualmente utilizzata per secondi fini. L'uomo indossava infatti ben due paia di slip all'interno dei quali era cucita una tasca in cui erano nascosti 50 grammi di hashish e 20 di cocaina.

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Già in possesso di una laurea in lingue straniere, l'africano è risultato regolare sul suolo italiano pur con precedenti specifici per droga che nel 2001 lo avevano portato all'arresto in Toscana. Durante l'interrogatorio Salà ha affermato di essere a Piacenza per la prima volta, motivando la sua presenza con una visita ad una studentessa conosciuta ad una festa universitaria a Padova. Il ritrovamento di numerosi biglietti del treno obliterati a luglio e i suoi contatti con i membri della comunità senegalese piacentina sfruttati nel suo lavoro di venditore ambulante, hanno però portato i militari a ritenere falsa la versione fornita dal colto narcotrafficante, trovato inoltre in possesso di un catalogo di scarpe e borsette false, oltre che di un testo di informatica.

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