Picchia e abusa della moglie davanti ai figli, condannato a 6 anni

Un macedone di 51 anni, aveva terrorizzato la donna che veniva picchiata davanti ai figli. Il giudice stabilisce anche un risarcimento di 50mila euro. L’uomo è in carcere

Anni di violenze, botte e vessazioni verso la moglie, e anche i figli, fino ad arrivare a cercare di abusarne sessualmente. Un comportamento che gli era già costato un patteggiamento a tre anni e il carcere. Uscito dalla cella, però, un macedone 51enne non era cambiato e aveva continuato ad aggredire la donna facendo rivivere alla sua famiglia il clima di terrore. Per lui lo scorso luglio erano scattate di nuovo le manette. E il 27 febbraio, è stato di nuovo processato e il giudice per l’udienza preliminare Stefania Di Rienzo, lo ha condannato a 6 anni e 4 mesi, su richiesta del pm Matteo Centini.

Il difensore dell’uomo, l’avvocato Anna Maria Fanzini, aveva chiesto l’assoluzione. Secondo il legale, i maltrattamenti non ci sarebbero stati e nemmeno la violenza sessuale, perché durante la colluttazione lui le avrebbe toccato involontariamente una parte intima. Il giudice, inoltre, ha stabilito per la moglie, che si è costituita parte civile con l’avvocato Mara Tutone, un risarcimento di 50mila euro, e una provvisionale immediata di 20mila. Tutone si è associata alla richiesta di condanna del pm, sottolineando gli anni di angherie e violenze subite dalla donna. I due - è in corso la causa di separazione - erano presenti in aula: lei con il suo avvocato, lui scortato dalla polizia penitenziaria.

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Dopo il primo patteggiamento, e il carcere, l’uomo era tornato dalla famiglia - la coppia ha due figli maggiorenni - che vive a Piacenza. Il 2 luglio l’ultima esplosione, selvaggia, di violenza. Tornato a casa dopo aver bevuto in abbondanza, pretende un rapporto sessuale dalla moglie. Lei si rifiuta e lui comincia a colpirla - davanti ai figli atterriti - pugni in testa e al volto, arrivando a fratturarle il naso (la donna riporterà una prognosi di 30 giorni). Era stata avvertita la polizia e gli agenti delle volanti lo avevano arrestato in flagranza. Purtroppo la denuncia della donna era arrivata tardi, a causa della paura e dello stato di prostrazione psicologica in cui viveva e anche per cercare di difendere i figli da quell’uomo violento. Dopo la sentenza, il 51enne è stato portato di nuovo in carcere.

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