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Immagine di repertorio

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Picchia la moglie che si affeziona alla figliastra, condannato

Due anni e sei mesi a un senegalese che aveva conosciuto la moglie piacentina in vacanza. La difesa: nessun maltrattamento, solo un episodio. Matrimonio di convenienza: lui voleva la cittadinanza e lei un figlio

Botte alla moglie. Lui, un senegalese di 41 anni che aveva ottenuto la cittadinanza sposando una piacentina, è stato condannato l’8 luglio, dal giudice Laura Pietrasanta, a due anni e mezzo di reclusione. L’accusa: maltrattamenti verso la moglie di 48. Il pubblico ministero Sara Macchetta ne ha chiesto la condanna un anno e 8 mesi, mentre la difesa, con l’avvocato Sisto Salotti, l’assoluzione. L’avvocato Alessandra Sogni, con cui si è costituita parte civile la ex moglie (i due sono separati e stanno per divorziare), ha chiesto la condanna dell’uomo. In seguito, l’avvocato avvierà una causa civile per il risarcimento dei danni.

Salotti ha sostenuto che non ci sarebbe stato quel reato, perché la donna aveva denunciato un solo episodio. «Quel reato - ha affermato Salotti - prevede più atti e vessazioni continuate. Nessuno ha accertato se la bimba fosse anche stata frustata con un cavo di batteria, come ha sostenuto la donna». La difesa è intenzionata a ricorrere in Appello. Un aspetto che è emerso, anche dalle parole dell’avvocato difensore, era la diversità culturale e il diverso modo di considerare la donna. Secondo Salotti, quello tra i due sarebbe stato un matrimonio di convenienza: lui avrebbe avuto la cittadinanza italiana e lei - che magari era anche innamorata - sarebbe riuscita ad avere un figlio, anche se poi, purtroppo, scoprirà di non poterlo fare. Lui, in seguito, ha avuto altri tre figli.

La coppia si era conosciuta in vacanza, in Sardegna. Tra i due era scoccata la scintilla, sulla spiaggia, che li aveva portati al matrimonio. A far scatenare la violenza dell’ex venditore ambulante era stata la comparsa della figlia di lui, una bimba di 5 anni arrivata dall’Africa. La donna, non potendo avere figli, si era affezionata alla bimba, ma lui si era subito opposto. Aveva rimandato la bambina dai nonni e dopo una lite aveva picchiato la donna. Lei era stata visitata al pronto soccorso e aveva riportato una leggera prognosi di sette giorni. Per l’avvocato Salotti, non ci sarebbe stato nulla di chiaro, perché anche i carabinieri, intervenuti dopo la lite, non avevano notato segni sulla donna. La situazione si era deteriorata e lei lo aveva lasciato.

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