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«Picchiata per anni dal marito», chiesti tre anni. La difesa: «Ha mentito»

La vicenda dei coniugi, secondo le accuse, si è svolta nel 2020 anche se lei ha lamentato violenze fin dal 2014. Battaglia in aula tra avvocati

Tre anni. Questa la pena chiesta dal pm Monica Bubba nei confronti di un 43enne accusato di maltrattamenti e che al momento si trova ai domiciliari, nei confronti della moglie che si è costituita parte civile con l'avvocato Mara Tutone. L'uomo è invece difeso da Mauro Pontini. Secondo l'accusa sarebbe stata picchiata per per anni con calci, pugni e anche con un bastone dal marito. La difesa si è opposta con forza e con documenti alle accuse chiedendo infine l'assoluzione e avanzando l'ipotesi di calunnnia: la donna avrebbe mentito più volte. 

La vicenda dei coniugi, secondo le accuse, si è svolta nel 2020 anche se lei ha lamentato violenze fin dal 2014. La coppia, di origine albanese, vive in città con figli, davanti ai quali sarebbero avvenute le presunte violenze. L’uomo, 43 anni, operaio, è accusato di maltrattamenti e danneggiamento (attualmente è agli arresti domiciliari) nei confronti della moglie di 35, che lavora nel settore dei servizi. Per l’accusa, il 43enne l’avrebbe più volte picchiata, umiliata e ingiuriata affermando che «in casa comando io». Nel gennaio 2020, dopo l’ennesima lite, e le minacce con un coltello, lei esce di casa con la figlia e si rifugia da una vicina. Lui l’avrebbe raggiunta arrivando a romperle il telefono. In giugno, la donna sarebbe addirittura stata presa a bastonate, riportando la frattura delle costole. Un caso che ha fatto aggravare la misura cautelare che era stata emessa dalla procura: il divieto di avvicinamento si è trasformato così in arresti domiciliari. Davanti al giudice, la donna ha confermato le accuse e risposto alle tante domande della difesa.

Pontini ha sostenuto che le dichiarazioni della donna non corrispondono a quanto scritto sui certificati del pronto soccorso. I colpi ricevuti nella prima aggressione, nel 2014, non le avrebbero provocato lesioni cervicali una cerviobrachialgia in ernia cervicale espulsa, mentre le lesioni successive - secondo la donna dovute alle bastonate del 2018 - hanno visto il certificato del pronto soccorso con la prognosi di dolore toracico atipico verosimile genesi osteomuscolare. E in nessuno dei due referti, entrambi giudicati codici verdi, si parla di lesioni di terzi o di violenze. Inoltre, alla domanda perché non comparissero lividi sul corpo o tumefazioni, dopo anni di pestaggi, la donna avrebbe detto che il suo fisico non farebbe emergere ematomi. Il difensore ha chiesto alla donna se fosse vero che è intestataria, con il marito, di due appartamenti. Lei ha confermato.

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