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Cronaca

Picchiò il carabiniere con lo scudo, ai domiciliari il giovane del Si Cobas

Moustafa Elshennawi esce dal carcere. La richiesta del suo avvocato Eugenio Losco al tribunale del Riesame è stata accolta: per il 23enne egiziano accusato di aver picchiato con lo scudo il brigadiere capo in via Sant'Antonino durante gli scontri del 10 febbraio, sono stati disposti gli arresti domiciliari

Moustafa Elshennawi esce dal carcere. La richiesta del suo avvocato Eugenio Losco al tribunale del Riesame è stata accolta: per il 23enne egiziano accusato di aver picchiato con lo scudo un carabiniere in via Sant'Antonino durante gli scontri del 10 febbraio, sono stati disposti gli arresti domiciliari. «Fin da subito abbiamo ritenuto la detenzione in carcere una misura eccessiva per un ragazzo incensurato che lavora e ha una famiglia. Non può uscire né comunicare con l'esterno ma per ora possiamo ritenerci soddisfatti», ha commentato il suo legale del Foro di Milano. Lo straniero, impiegato alla Tnt di Piacenza, aveva un domicilio in via Torricella ma abita formalmente con la sua famiglia a Belgioioso di Pavia. 

Elshennawi  era stato arrestato su esecuzione dell'ordinanza cautelare emessa dal tribunale di Piacenza e richiesta dalla procura nella serata del 15 febbraio per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate nei confronti del brigadiere capo Luca Belvedere in forze al Quinto Battaglione di Bologna. Lui insieme al 23enne Lorenzo Canti (di Modena e appartenente ai centri sociali di Bologna) e al 29enne Giorgio Battagliola (vicino agli ambienti No Tav, e tuttora alle Novate) sono accusati di aver fatto cadere, picchiato con lo scudo e con calci e pugni il militare durante gli scontri in centro il 10 febbraio durante il corteo contro l'apertura di Casa Pound. L'egiziano in via San'Antonino avrebbe colpito il carabiniere con lo scudo, Giorgio Battagliola gli avrebbe fatto lo sgambetto e lo avrebbe colpito con un'asta mentre il Canti lo avrebbe preso a calci e pugni. Carabinieri e polizia avevano lavorato notte e giorno dal pomeriggio degli scontri coordinati dal sostituto procuratore Roberto Fontana per identificare gli autori del brutale pestaggio e ricostruire quanto accaduto durante il corteo. 

egiziano libero-2LA NOTA DEL SINDACATO  - «ll Si Cobas accoglie a braccia aperte il proprio iscritto Moustafa, scarcerato dopo un mese di detenzione in seguito al corteo antifascista di sabato 10 febbraio a Piacenza.La liberazione di Moustafa è solo il primo di una serie di passaggi necessari a liberare tutti i protagonisti di quella grande giornata di lotta antirazzista. Chiediamo con forza la liberazione di tutti i compagni arrestati per i fatti di Piacenza e una piena assoluzione per loro e per i compagni piacentini colpiti da denunce e perquisizioni. La necessità di lottare contro il razzismo e le sue sedi è sotto gli occhi di tutti: quotidianamente si succedono gli atti di terrorismo a matrice fascista e leghista contro immigrati o le intimidazioni contro esponenti delle lotte sociali e sindacali. Per noi la dimostrazione empirica della debolezza propria delle argomentazioni razziste continua a risiedere nei risultati che giornalmente otteniamo nei luoghi di lavoro, dove solo lottando uniti, italiani e immigrati fianco a fianco, si può ottenere ciò che padronato governo provano a sottrarci».

IL COMMENTO DELL'ASSESSORE POLLEDRI - «Stupore, amarezza e rabbia. Sono questi i sentimenti provati alla notizia della scarcerazioni di Moustafa Elshennawi, il più accanito nell'aggressione a Luca Belvedere, il carabiniere picchiato selvaggiamente dai centri sociali a Piacenza durante il corteo antifascista che riportò alcune contusioni alla spalla. Tutta la mia solidarietà al carabiniere coinvolto, alle forze di polizia e agli uomini onesti, trovo gravissimo che la giustizia in questo paese possa consentire ad una persona di picchiare un carabiniere durante una manifestazione e non lasciarlo poi in carcere. In questo momento, mi vergogno fortemente del mio Paese; spero almeno che l’azienda piacentina nel quale lavora prenda provvedimenti in merito», ha dichiarato Massimo Polledri, assessore alla Cultura.  «Provo vergogna - ha proseguito - anche per tutte quelle persone che, nel nome dell’antifascismo si comportano come il peggiore dei squadristi. Piacenza non arretra nel suo panorama di civiltà, il comportamento del sindacato Si Cobas in difesa del manifestante egiziano, lo ritengo un atto violento: chi inneggia a queste manifestazioni di violenza deve essere isolato. Definire una manifestazione antifascista un vile attacco ad un carabiniere, sottraendogli lo scudo e scaraventarglielo ripetutamente addosso, è una chiara istigazione alla violenza». 

Carabiniere aggredito, arrestato egiziano ©Emanuela Gatti/ilPiacenza

Corteo anti-Casapound, scontri in centro ©Emanuela Gatti/ilPiacenza

Corteo contro Casa Pound: gli scontri ©Gatti-Bonetti/IlPiacenza

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