Picchiò la ex, la madre e i carabinieri: condannato

Aveva picchiato tutti, madre, fidanzata e carabinieri. Non solo, secondo le accuse, avrebbe anche tentato di violentare la sua ragazza, rinchiudendola poi in un armadio. Un 24enne piacentino è stato condannato

Aveva picchiato tutti, madre, fidanzata e carabinieri. Non solo, secondo le accuse, avrebbe anche tentato di violentare la sua ragazza, rinchiudendola poi in un armadio. Un 24enne piacentino è stato condannato dal giudice Stefania Di Rienzo a due anni e 8 mesi. Il pm Roberto Fontana aveva chiesto due anni e 2 mesi, mentre la difesa, con l’avvocato Gianmarco Lupi aveva chiesto di assolvere il giovane. Il difensore è intenzionato, comunque, a ricorrere in Appello.

Il 24enne, che si trova tuttora in carcere, dove rispondere di sequestro di persona, tentata violenza sessuale, lesioni e violenza privata. Il ragazzo, in aula, ha ammesso solo le lesioni, ma ha negato di aver commesso gli altri reati. Teatro della turbolenta serata era stato, il 22 dicembre scorso, Grazzano Visconti. La coppia, su di giri a causa dell’alcol, era rientrata tardi. La madre del giovane, non vedendo di buon occhio la relazione del figlio con la ragazza nigeriana 18enne, osteggiava il rapporto. E così i due si erano intrufolati in casa passando da una finestra e chiudendosi a chiave in camera da letto. Lui avrebbe tentato un approccio sessuale, poi respinto, e avrebbe così chiuso la giovane nell’armadio. Un particolare questo, però, smentito dalla denuncia della ragazza la quale ha parlato solo di un richiesta, senza alcuna violenza. Un dettaglio che ha fatto chiedere l’assoluzione per tentata violenza sessuale anche la pubblico ministero.

Il trambusto aveva svegliato la madre. La donna, insieme alla ragazza erano state picchiate e la nigeriana colpita anche con un coltello. Avvertiti i carabineri di Pontedellolio, a Grazzano erano arrivati tre militari che avevano cercato di riprendere il controllo della situazione, prima intavolando una trattativa poi decidendo di fare irruzione nella stanza. Entrati i carabinieri, il giovane aveva aggredito anche loro con calci e pugni, fino a che i militari - due erano rimasti feriti - non avevano avuto la meglio e lo avevano ammanettato. In una borsa veniva trovato il coltello, mentre la ragazza era uscita da sola dall’armadio. Un altro particolare, quest’ultimo, che ha fatto chiedere alla difesa l’assoluzione per il sequestro di persona: «Come è possibile uscire da soli da un armadio? Inoltre, la ragazza, ubriaca, aveva detto di aver paura di essere controllata dai carabinieri e si era chiusa da sola nell’armadio».

Dai successivi accertamenti è emerso che i due si erano lasciati proprio perché lui era diventato violento, e nell'estate scorsa si sarebbe presentato sotto casa di lei urlando. Non solo: il 24enne avrebbe maltrattato anche i genitori. L’avvocato Lupi ha detto che il giovane, che era incensurato, chiederà di seguire un percorso sanitario per riabilitarsi.

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