A12: il rapinatore con 'la parrucca rossa' tenta di scappare ma viene colpito dagli agenti

Pietro Noci, il rapinatore 'dalla parrucca rossa' ha cercato di scappare dal furgone con il quale lo stavano portando in carcere. Per fermarlo gli agenti gli hanno sparato, ferito anche un 'basco azzurro'

Pietro Noci, rapinatore milanese con la 'parrucca rossa', accusato di aver compiuto più di 20 rapine nel nord Italia dal 2008 al 2009, oggi, 6 aprile, ha tentato la fuga mentre gli agenti di polizia penitenziaria lo stavano riportando in carcere. Nel Piacentino aveva colpito a Cortemaggiore dove aveva svaligiato la cassa di risparmio il 2 aprile 2008, e un mese dopo aveva colpito all'Unicredit di Castelsangiovanni, il 13 maggio sempre del 2008.

Infatti Pietro Noci, detenuto a Genova Marassi, oggi doveva prendere parte come imputato a un processo a Massa Carrara. Sulla via del ritorno sull'A21 all'altezza di Sestri Levante il furgone della polizia penitenziaria con a bordo il Noci si è fermato a fare rifornimento ad una stazione di servizio.

LA FUGA - Mentre un agente è sceso per far benzina, il rapinatore ha 'dato fuori di testa' e ha spaccato il lunotto che divide la zona di guida dalla parte posteriore del furgone dove era seduto. L'agente rimasto invece a bordo ha cercato di mettere le manette all'uomo che però ha reagito colpendolo al volto con un pugno. E' poi balzato giù dal mezzo e ha cominciato a correre inseguito da una guardia. A quel punto un 'basco azzurro' ha sparato per fermare la fuga e ha colpito il rapinatore che si è fermato alzando le mani, è rimasta ferita, in modo lieve, anche la guardia che lo stava rincorrendo. I due sono stati subito soccorsi e portati in ospedale, Pietro Noci si trova in prognosi riservata. I carabinieri di Sestri Levante hanno sequestrato il furgone. Un uomo che aveva l'auto parcheggiata nell'area di servizio se l'è trovata completamente crivellata di colpi.

L'ARRESTO - Solo il 31 marzo 201 Pietro Noci era stato condannato a 10 anni di carcere. Era stato arrestato ai carabinieri del Nucleo investigativo di Piacenza, coordinati dal capitano Rocco Papaleo, nel giugno del 2010. Il modus operandi del malvivente era sempre il medesimo: occhialoni scuri, parrucca rossa da donna, trucco accentuato sul viso e pelle sbarbata. Tutte le testimonianze dei presenti negli istituti di credito, infatti, lo ricordano "o come un transessuale" o una "signora dall'aspetto masculino, anziana".

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(Fonte Ansa)

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