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Po, lento ma continuo innalzamento

Situazione sotto controllo a due metri sopra lo zero idrometrico, ma la “pienetta” deve ancora venire. Il responsabile dell'Aipo piacentino annuncia la piena nelle prossime ore. E sono previste precipitazioni anche domani

Piove, piove e piove ancora. Non sembra dar tregua il maltempo su tutta la Penisola. Anche Piacenza, da qualche giorno, è intrisa di una pioggerellina fitta, lieve ma continua. E il Grande Fiume, senza dare troppo nell’occhio, si sta ingrossando. “Per ora il livello del Po è sotto controllo”, rassicura l’ingegner Massimo Valente, responsabile dell’ufficio piacentino dell’Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, “ma nelle prossime ore salirà certamente. Si sono verificate copiose precipitazioni in Liguria e nella zona alta del Piemonte, che continueranno fino alle 19 del 16 dicembre”.

Alle 15 e 30 del 15 dicembre il Po si trova a 2,32 metri oltre lo zero idrometrico, che è la misura di riferimento durante il flusso normale. Previsioni per le prossime ore è difficile farne. Siamo lontani dai livelli dell’esondazione del 2000, o del novembre del 1994, tuttavia la cautela è d’obbligo. “Bisogna monitorare la situazione” continua Valente, “il Tanaro, per esempio (un affluente piemontese del Po, ndr) è aumentato molto in questo pomeriggio. Dati certi, però, è impossibile averne”. La stima più probabile è di un aumento, sui 2,32 metri odierni, di un altro metro e mezzo. Ma è al Po, naturalmente, che spetta l’ultima parola.


E non sono mancati, questo pomeriggio, i curiosi sulle rive del Grande Fiume. C’è chi ricorda piene storiche, chi pensa alla cantina allagata, chi rimembra lo scricchiolio delle rotaie del ponte a pochi centimetri dall’acqua. C’è perfino una mamma con due bimbi, sorridenti e divertiti, mentre guardano il tumulto scuro delle acque che scorrono. “Sono consapevole che potrebbero esserci dei danni”, dice la signora, “ma è sempre uno spettacolo della natura, non so come dire. Oggi non sapevamo che fare, e abbiamo deciso di venire a dare un’occhiata qui. Siamo “ipertecnologicizzati”, eppure un fiume ingrossato fa sempre paura, come con per gli antichi”.

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