Polizia, sventato un giro di cittadinanze false

Avevano ottenuto prima la residenza e poi la cittadinanza italiana per merito della discendenza genealogica. Ma i quattro brasiliani, avevano presentato documenti falsi già in patria. E così, comune tribunale hanno ritirato loro passaporti e cittadinanza. Allertati dal Consolato altri 5 comuni

Giro di vite a Piacenza sulle cittadinanze italiane concesse ai discendenti di emigrati in Brasile e Argentina. Dopo lo scandalo dello scorso marzo a Carpaneto, ritirati a quattro brasiliani i passaporti e la cittadinanza che avevano ottenuto in Comune.

Palazzo Mercanti, ai quattro che ne avevano fatto richiesta in base ad un accordo internazionale che ne semplifica la procedura, aveva già rilasciato la cittadinanza italiana. Ma è stato costretto a ritirarla: i richiedenti, infatti, avevano presentato documenti falsi. È bastata una semplice verifica presso il Consolato brasiliano in Italia per avere la conferma e la Procura della Repubblica di Piacenza ha affidato alla polizia le indagini, concluse l'altro giorno.
  La procedura jure sanguinis è rapidissima: in un paio di mesi si ottiene la cittadinanza italiana  

In città, i quattro brasiliani erano stati accompagnati da un italiano residente a Baranzate, che aveva messo a loro disposizione un appartamento, passo necessario per richiedere la residenza. Per avere la cittadinanza italiana, infatti, è un requisito indispensabile avere la residenza in base all'accordo internazionale fra i due Paesi.

Questa delle cittadinanze “rapide” è un giro che frutta tantissimo e che sfrutta il rilascio “jure sanguinis”: una procedura semplificata che consente ai discendenti di italiani emigrati (che non abbiano rinunciato alla cittadinanza italiana al momento dell'espatrio) di essere naturalizzati italiani nel giro di due mesi. Il normale iter burocratico, invece, prevede un'attesa fino a 18 mesi.

Per ottenere la “scorciatoia” basta dimostrare di essere discendenti di italiani (cosa che spesso si falsifica già in Brasile o Argentina) e fissare la residenza in uno dei nostri comuni (a volte con l'appoggio di persone compiacenti, come il caso di Carpaneto). Un giro non indifferente di quattrini, se le cose vengono fatte per via illegale.
  Un grande giro di denaro, per chi avvia l'iter in modo illecito  

Grazie all'indagine di viale Malta, comuni nella stessa situazione di Piacenza stanno procedendo alla verifica dei documenti presentati dai naturalizzati. Perugia, Rieti, Novara, Sesto San Giovanni, Offanengo di Cremona, su indicazione del Consolato, hanno chiesto ai propri residenti latinoamericani di consegnare la documentazione per gli accertamenti.

Precauzione questa, presa dopo che il Brasile aveva dichiarato di aver subito un furto di documenti originali vuoti, compilati poi a piacimento dagli aspiranti cittadini italiani.
  In allerta altri cinque comuni italiani: si procede a verifiche e revoche  

“Rimane difficile fare gli accertamenti perchè il documento è originale, ma ad un'attenta analisi, la compilazione è difforme da quella effettuata dalle autorità” ha spiegato il commissario Stefano Vernelli, della Squadra Mobile piacentina. I comuni allertati dal Consolato, anche per merito dell'indagine della polizia di Piacenza, stanno già verificando e laddove necessario, ritirando passaporti e cittadinanze ottenute in modo illecito.

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