Polizia, Sap: «A Piacenza l'attrezzatura è ok, ma mancano mezzi e personale»

Sit in del Sindacato Autonomo di Polizia davanti alla questura: «Le nostre denunce hanno portato a una reazione violenta del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. A Piacenza le attrezzature vanno bene ma mancano mezzi e personale»

Un momento del sit in

Sit in davanti alla questura in viale Malta dei rappresentanti sindacali del Sap (sindacato autonomo di polizia) a sostegno dello sciopero della fame del segretario nazionale del sindacato, Gianni Tonelli iniziato 22 giorni fa. La protesta nasce dopo le denunce pubbliche del Sap sulla carenza e sofferenza dell’apparato "sicurezza". «Denunce che hanno prodotto una violenta reazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza con la conseguenza della sottoposizione di alcuni dirigenti sindacali Sap a procedimenti disciplinari, sospensioni dal servizio e deferimenti all’autorità giudiziaria», sostiene Ciro Passavanti, segretario provinciale Sap.

«Tra questi gli agenti che hanno denunciato in tv le criticità del servizio che tutti i giorni devono affrontare. Tanto che F.R., il sindacalista del Sap in organico in un commissariato della Capitale, è stato sospeso perché ritenuto colpevole, secondo il dipartimento, di aver mostrato lo scorso dicembre equipaggiamenti non più in uso tra gli agenti in un’intervista alla trasmissione Ballarò, con tanto di dimezzamento dello stipendio. Lo troviamo inaccettabile». Continuano. Anche nella nostra città  arriva la protesta che a livello nazionale ha visto tanti sit in in diverse piazze. 

«Il problema di Piacenza è la carenza di organico e lo stato dei mezzi in uso. L'attrezzatura in dotazione (caschi, giubbini antiproiettili) funziona ma tutto il resto ha delle gravi carenze. Molte auto hanno più di 250mila chilometri e sono arrivate allo stremo, e la carenza di personale rallenta tutto l'andamento della questura che si ripercutote sui cittadini. In viale Malta tutti devono saper fare quasi tutto e sono sottoposti a straordinari che nemmeno vengono pagati regolarmente. Su 10 persone che vanno in pensione ce ne sono solo quattro che le rimpiazzano. Oltre a mezzi vecchi e carenza di personale vediamo tanto spreco di denaro per colpa di una dirigenza a livello nazionale assolutamente inadeguata: per un accompagnamento ai Cie (centri di identificazione ed esplusione) si spendono anche 6mila euro se non di più e poi non si hanno i soldi per i caschi o i giubbini antiproiettile», dichiara. 

«Le pesanti carenze di organico con la riduzione di 45 mila unità nelle Forze dell’Ordine di cui 18 mila nella sola Polizia di Stato, la macroscopica inadeguatezza dell’attrezzatura: caschi deteriorati, armi vecchie anche di 40 anni o poco meno, giubbetti antiproiettile scaduti, auto non efficienti, divise insufficienti, sono solo alcune delle condizioni serie in cui versano le forze dell’ordine. Il Sap dice basta alle ritorsioni finalizzate a zittire chi ha il coraggio di denunciare la verità; basta ad un Capo della Polizia ed un Ministro dell’Interno che non si preoccupano di assicurare la reale funzionalità dell’apparato sicurezza del Paese; basta alle promozioni a qualifiche dirigenziali della Polizia di Stato di personaggi che nel proprio percorso professionale non hanno esperienze operative; basta alla gestione disastrosa del personale. Oggi siamo scesi in tutte le piazze del Paese a distribuire volantini illustrativi e cartoline indirizzate al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Abbiamo bisogno del suo aiuto Presidente”, è l’accorato appello dei poliziotti affinché il Capo dello Stato possa intervenire a garanzia dei diritti Costituzionali, come quello della salute» conclude. 

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