Polizia stradale, ritrovato un escavatore rubato in un cantiere a Monza

Era stata rimossa l’originale targhetta identificativa e la composizione alfanumerica del numero di telaio

Nel corso di attività info-investigativa portata avanti dal personale della squadra di Polizia Giudiziaria della Stradale di Piacenza, finalizzata al contrasto del fenomeno della recrudescenza di furto–ricettazione–riciclaggio di macchine operatrici e industriali, è stata individuata e sequestrata, all’interno di un cantiere edile ubicato nella provincia di Monza, una macchina operatrice (escavatore cingolato) marca JCB, di recentissima immatricolazione, compendio di furto perpetrato, nel mese di gennaio 2017, presso un cantiere edile di Assago (MI), in danno di una ditta di noleggio di tale tipologia di veicoli.

Nel corso degli accertamenti tecnici è stato verificato che sulla macchina operatrice erano state effettuate operazioni finalizzate ad ostacolarne l’identificazione della sua provenienza. In particolare risultava essere stata rimossa l’originale targhetta identificativa riportante i dati della macchina operatrice, apposta sulla stessa dalla casa costruttrice, sostituendola con altra targhetta riportante un finto numero di telaio. Inoltre veniva rimossa, mediante molatura del supporto metallico, l’originale composizione alfanumerica del numero di telaio con successiva ripunzonatura di un altro numero di telaio falso.  

Nel corso della successiva attività di indagine venivano acquisiti elementi di prova a carico del titolare della ditta edile che aveva la materiale disponibilità della macchina operatrice, il quale non forniva indicazioni circa il canale di commercializzazione del mezzo, e non era in grado di attestarne il regolare acquisto, nè il suo pagamento, mediante l’esibizione della prescritta documentazione fiscale/amministrativa.

All’esito degli accertamenti veniva segnalato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Bergamo, per i reati di riciclaggio e distruzione di atti veri il sig. C.F. di anni 40, imprenditore calabrese  residente nella bergamasca. Lo stesso veniva successivamente rinviato a giudizio dall’A.G. procedente per i reati contestatigli. Il valore del bene recuperato, e successivamente restituito alla società proprietaria, ammonta a circa 30mila euro.

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