Pomodoro da industria: futuro favorevole se si valorizzano le produzioni italiane

Il convegno alla Cattolica su dinamiche produttive e di mercato nel contesto nazionale ed internazionale

Il futuro del pomodoro da industria sui mercati internazionali nel prossimo futuro dovrebbe essere favorevole, sia perché crescono i consumi (+ 2% l’anno), sia perché, per la prossima campagna, in base ai dati sempre molto attendibili del sistema mondiale, si dovrebbe arrivare ad un pareggio tra domanda ed offerta. Cresce il modello di consumo italiano nel mondo ma siamo noi che dobbiamo essere protagonisti di questi cambiamenti.

Proiezioni emerse nel convegno che si è tenuto oggi, giovedì all’Università Cattolica di Piacenza sulle dinamiche produttive e di mercato nel contesto nazionale ed internazionale, incontro organizzato dalla Facoltà di Scienze agrarie, alimentari ed ambientali. Si tratta- ha spiegato il prof. Adriano Marocco- del terzo appuntamento dedicato alla filiera del pomodoro: il 1° ad Expo sugli aspetti economici, il 2° sulle Denominazioni di origine ed ora questa a conclusione della campagna sulle caratteristiche agronomiche e le prospettive di mercato. Temi – ha chiarito Marco Cantoni- che Ats Piacenza ha esplicitato, per Expo, con un tavolo del pomodoro “dal campo alla tavola” e tre “aziende in vetrina” dove era possibile verificare come sia possibile conciliare produzione intensiva, qualità e sostenibilità.

Alessandro Piva agronomo, delegato Expo per la Provincia di Piacenza, ha ribadito “i numeri”del settore: 10.000 ettari a Piacenza dei 39.000 del Nord Italia, con una produzione di oltre due milioni e mezzo di Ton ed un incremento del 15% e rese di 68 Ton Ad Ha. “E’ presto per tracciare bilanci per Expo ma la lezione è che se istituzioni sono unite, i risultati si raggiungono”. “La produzione mondiale supera- ha detto Guido Conforti di Aiipa (l’associazione delle industrie private) i 41 milioni di Ton., 4% in più rispetto al 2014, con l’Italia che è il terzo paese produttore dopo California e Cina. Siamo di fronte ad una crescita costante nei consumi, 2,5% annua. I maggiori consumatori sono i paesi Arabi, Iraq, Nafta (Usa, Canada, Messico) e i 15 della Ue. Quasi assente in Cina ma con potenzialità straordinarie.

La popolazione mondiale cresce ma attenzione: un conto è il mercato del concentrato ed un altro quello di polpe, passate e pelati (retail) che sono simbolo del modello di consumo alimentare italiano. Questo dobbiamo essere noi a gestirlo in modo ottimale, fronteggiando la concorrenza spagnola e portoghese che hanno costi inferiori e rese molto maggiori delle nostre”, Sono seguite le relazioni tecniche di Bruno Chiusa e Valentino Testi del Consorzio Fitosanitario (protezione ed aspetti fitosanitari), di Massimo Vincini dell’Università Cattolica (telerilevamento), di Matteo Scaglioni di TerrePadane (efficienza, risparmio ed innovazione tecnologica per l’acqua), di Mauro Schippa di Haifa (terreno e fertilizzazione), di Adriano Politi di Syngenta e Marco Dreni di Cio (sostenibilità per soluzioni integrate: case studies). Le conclusioni sono state affidate al Gabriele Canali del Dipartimento di Economia agro-alimentare Università Cattolica del S. Cuore che ha affrontato i cambiamenti nello scenario. “Negli ultimi anni- ha chiarito- si sono registrati importantissimi cambiamenti nella PAC: nel 2007-2008 inizia il disaccoppiamento; nel 2015 inizia la regionalizzazione

La filiera italiana, nel complesso, ha tenuto, anche se importanti modificazioni sono iniziate. Sono avvenuti significativi mutamenti nella competizione globale: il ruolo crescente, tra alti e bassi, della Cina; la forza della California, ma anche le sue difficoltà. Inoltre va ricordato il ruolo delle variabili macroeconomiche (ad esempio il tasso di cambio €/$, €/yuan, $/yuan) ed il rafforzamento e l’interesse di “nuovi” produttori. La filiera italiana evidenzia che i due poli produttivi (Nord e Sud) sono sulla via del rafforzamento. Ma due strutture mostrano modalità operative molto diverse. Al  Nord un forte rafforzamento organizzativo, grande equilibrio tra OP e imprese di trasformazione e tra imprese private e imprese cooperative, la concentrazione produttiva su semilavorati (concentrati) e su prodotti più «freschi» (polpe e passate), produzione molto attenta alla sostenibilità, con una competitività più basata sulla differenziazione.

Al Sud: struttura molto più polarizzata (pochi grandi e molti piccoli trasformatori), ruolo molto diverso delle OP e dell’assistenza tecnica, rese produttive più elevate e costo del lavoro più basso, ma con gravi problemi di sostenibilità sociale, trasformazione più orientata su pelati e su altri prodotti freschi, competitività più basata sui costi.

Ci troviamo di fronte- ha spiegato- ad una calma solo apparente: mutamenti importanti sono in corso, la situazione non è statica. L’imprenditorializzazione dell’agricoltura, resa sempre più necessaria anche a causa della nuova PAC, avrà effetti sulle filiere (chi è più imprenditore e chi no, scelte produttive più flessibili, attenzione crescente ai dati di mercato e contrattuali, …). Nella competizione internazionale l’Italia può ancora giocare un ruolo importante I dati dicono che l’Italia sta crescendo sui mercati esteri e le importazioni sono relativamente trascurabili. La capacità di sopravvivenza dei «furbi» non è detto che riescano a funzionare ancora a lungo.

E’ necessario sviluppare una «vision» competitiva di medio-lungo termine, a livello di territori e di filiere, oltre che di impresa, per sopravvivere e per crescere. Il rafforzamento strutturale e organizzativo delle filiere diventerà sempre più decisivo. E il sistema locale del Nord Italia, strutturato come Organizzazione interprofessionale, ha delle ottime carte da giocare!”

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ripescata nel Po un'auto con a bordo un cadavere, è Daniele Premi

  • Nuovo decreto e spostamenti tra Regioni e Comuni: cosa si può fare (e cosa no) dal 16 gennaio

  • Cade dalle scale di casa e batte la testa, è grave

  • Frontale tra due auto a Fiorenzuola: tre feriti, uno è gravissimo

  • Brugnello, Rivalta, Vigoleno: Valtrebbia e Valdarda grandi protagoniste a "Linea Verde"

  • Solo in Italia e ricoverato in ospedale a Piacenza, i poliziotti delle volanti si prendono cura del suo cane

Torna su
IlPiacenza è in caricamento