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Pompa di benzina a Gazzola, il gestore: «Progetto legittimo»

Agricea interviene sulla licenza di costruzione di distributore di carburante in Val Luretta: «Iter regolare, la Soprintendenza ha dato il suo parere». I legali diffidano Comolli e la famiglia Del Boca

«Agricea s.r.l., corrente in Agazzano, rappresentata dal sig. Emauele Bersani che ci incarica di tutelarne gli interessi ed i diritti e che sottoscrive la presente per ratifica, chiede che venga data pubblicazione alla seguente nota. Il susseguirsi di dichiarazioni, talvolta infondate e pretestuose, relative alla costruzione di un distributore di carburante sul territorio comunale di Gazzola, ci impongono, a nome e per conto della società predetta, di intervenire sul punto, per effettuare alcune fondamentali precisazioni a tutela della nostra assistita. Come ormai noto, Agricea s.r.l. ha in progetto la realizzazione di una semplice pompa di benzina lungo la strada provinciale che collega Gazzola ad Agazzano, autorizzazione ad oggi ottenuta dalle Autorità preposte nel pieno rispetto delle normative, comunali, regionali e nazionali, attualmente vigenti. Non solo. Anche la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, interpellata appositamente, ha più volte riconosciuto la legittimità del progetto in questione. E non avrebbe potuto essere diversamente, considerata la piena regolarità dell’iter amministrativo e della completezza della documentazione presentata, nonché, visto che è il problema sollevato dai dissenzienti, la ragionevole ed incontestabile distanza fra il terreno sul quale sorgerà il distributore ed il Castello di Lisignano.

Risultano pertanto evidentemente pretestuose e volutamente inesatte le dichiarazioni rese dal consueto “comitato del no”, mistificatorie della realtà (vedasi in particolare il termine “megagalattico) oppure del tutto ignare della documentazione effettivamente depositata. In particolare, preme segnalare l’infondatezza di certe dichiarazioni diffuse a mezzo stampa e internet da parte di questi individui, secondo cui il progetto in questione comporterebbe appunto la realizzazione di un “megalattico complesso di fabbricati, capannoni e officine […] di fronte al castello di Lisignano […] con rischi di recupero e stoccaggio di reflui e prodotti di lavorazione inquinanti per l’aria e le acque, ecc.”. Nulla di vero!!

In realtà, la società Agricea ha presentato un progetto volto alla realizzazione di una cosiddetta “pompa bianca” ovvero un distributore di carburante indipendente rispetto alle grandi compagnie petrolifere e che sarebbe destinato a servire l’intero territorio della Val Luretta posto che – come affermato dal Sindaco Maserati – i distributori di carburante più vicini al Comune di Gazzola si trovano ad Agazzano e Tuna, dove peraltro è possibile effettuare il rifornimento solo in modalità self-service.

Non appare fuori luogo citare e richiamare le molteplici dichiarazioni di sostegno e di favore giunti dalla totalità degli abitanti della Val Luretta che, loro si, in prima persona, da sempre soffrono il problema del rifornimento. Parimenti fuori luogo debbono considerarsi i paventati rischi di inquinamento posto che la progettazione del distributore ha previsto la dotazione di depuratori e sistemi di recupero in caso di perdita o rilascio di prodotti petroliferi.

Risulta quindi evidente come la costruzione dell’impianto in questione non solo sia ampiamente lecita e legittima ma risponda altresì ad un bisogno oggettivo ed avvertito a Gazzola e in tutta la Val Luretta. Invero, anche in chiave turistica, un territorio per poter essere effettivamente attrattivo deve essere dotato di adeguati servizi, ivi compreso il rifornimento di carburante. L’inconsistenza delle accuse sopra riportate, manifestano una sospetta animosità nei confronti della nostra assistita e dell’amministrazione comunale di Gazzola, verosimilmente determinata da equilibri formatisi in occasione delle recenti elezioni politiche locali.

In periodi di grave crisi economica, come quello attuale, dovrebbe essere apprezzata – e valorizzata – l’iniziativa privata di imprenditori onesti e laboriosi come i coniugi Schiavi e Bersani che, non solo fornirà un prezioso servizio al territorio interessato ma creerà anche nuove opportunità di lavoro. In questa prospettiva, ci vediamo costretti a diffidare formalmente Gianpietro Comolli e la famiglia Del Boca a diffondere informazioni infondate, inesatte, pretestuose o comunque dannose per l’attività imprenditoriale svolta da parte della società Agricea e/o per l’onorabilità dei signori Schiavi e Bersani». 

Avv. Francesco Macrì e avv. Fabio Callegari

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