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Pontedellolio, sequestrati 1700 suini in un allevamento: hanno il “mal rosso”

L'Ausl denuncia la presenza della malattia infettiva in un allevamento di Castione: disposto il sequestro degli animali

Il “mal rosso” ha colpito un allevamento di Castione di Pontedellolio. La malattia infettiva – che può essere trasmessa anche all’uomo tramite contatto cutaneo – è stata riscontrata dall’Ausl di Piacenza in un allevamento di 1703 suini sulle colline della Valnure. La porcilaia e gli animali – dopo il controllo del veterinario dell’Azienda Sanitaria locale – dall’8 aprile sono stati così sottoposti a sequestro. Dopo la segnalazione dell’Ausl il Comune di Pontedellolio ha imposto in un’ordinanza all’allevamento di tenere chiusi i ricoveri e di effettuare periodiche disinfestazioni della porcilaia e dei locali di stabulazione, nonché tutti i contenitori, attrezzature e utensili usati per gli animali, utilizzando sostanze disinfestanti efficaci nei confronti dell’agente eziologico responsabile della malattia. È inoltre vietato – si legge nell’atto - il trasporto fuori dal luogo infetto di animali da cortile, foraggi, attrezzi, arnesi, letame ed altre materie ed oggetti atti alla propagazione delle malattie. Il fieno, la paglia, lo strame e qualsiasi altro materiale o sostanza venuti a contatto con gli animali infetti devono essere immediatamente distrutti con il fuoco o l’intervento previa aspersione con un prodotto disinfettante appropriato. La malattia colpisce i suini soprattutto tra i tre mesi e i tre anni di vita.

"Il Mal Rosso - fa sapere l'Ausl in una nota - è una malattia infettiva contagiosa che nei nostri allevamenti decorre in forma subacuta con tipiche lesioni cutanee di forma romboidale, in rilievo e di colore scuro o violaceo; oltre al suino può colpire altre specie animali e l’uomo. La malattia è endemica in tutti i sistemi suinicoli europei dove si verificano numerosi focolai, ma nessuna epidemia. Non è possibile eliminare l’agente dall’ambiente, ma è molto sensibile agli antibiotici anche di vecchia generazione. La malattia può essere una zoonosi occasionale nelle categorie a rischio come i macellatori, ma non vi sono pericoli di trasmissione fra umani. In questo caso specifico, come in altre situazioni analoghe che occasionalmente si presentano, un macello ha segnalato la presenza della patologia in un capo. In via precauzionale sono stati presi i provvedimenti previsti dalla normativa per evitare che la malattia infettiva possa contagiare altri allevamenti, provvedimenti che verranno revocati dopo il necessario trattamento antibiotico e trascorsi dieci giorni dall’ultimo caso clinico".

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