Cronaca Viale della Vittoria

«Possiamo stare tranquilli nel sapere i nostri figli in una struttura del genere?»

Lettera di un genitore dopo che un sopralluogo tecnico di vigili del fuoco e Asl ha evidenziato carenze all'edificio scolastico elementare di Bettola

Le scuole elementari di Bettola

Il 18 aprile scorso, in seguito ad un esposto corredato di fotografie inviato da alcuni genitori, tecnici incaricati dal comando dei vigili del fuoco e della Azienda Usl hanno effettuato un sopralluogo all’edificio della scuola elementare di Bettola. Dal verbale rilasciato non risultano manifesti problemi di staticità, ma sono stati rilevati “uno stato di scarsa manutenzione e degrado tanto all'esterno quanto all'interno dell’edificio” oltre ad una decina di criticità che vanno dalle planimetrie non aggiornate alla mancanza di idranti ecc.; ancora da effettuare la verifica sismica.

Sull’argomento interviene Marcella Rossi che in una lettera esprime pubblicamente il suo pensiero a riguardo della situazione che è venuta alla luce. Lo fa “come mamma”, respingendo a priori definizioni quali “la solita polemica” o la “provocatrice di turno”.

Nella prima parte dello scritto la signora Rossi allontana eventuali accuse di strumentalizzazione e invita ad un esame di coscienza: “La scuola - dice - non è solo sotto gli occhi dei genitori che accompagnano i figli o vanno a udienze, ma anche degli elettori che vanno a votare, e chi non ci avesse ancora fatto caso, colga l’occasione delle elezioni alle porte per guardare la scuola con un occhio diverso. Il problema non è solo della scuola Elementare, ma anche delle Medie, e Il fatto che tutte le scuole italiane facciano schifo non è certo una consolazione”.

Nello scorso novembre Marcella Rossi, con un gruppo di altri genitori, aveva manifestato preoccupazione al comune e alla direzione scolastica a riguardo di infiltrazioni d’acqua pesanti e crepe ai muri. A rispondere era stato il solo Comune che per voce del vicesindaco, aveva attribuito il fatto a condizioni climatiche avverse. Insoddisfatti della replica, padri e madri avevano chiesto di accedere ad atti specifici, ricevendo un diniego. 

“Prima di tutto - obietta ora la signora Rossi - siamo genitori di utenti e quindi più diritto di noi di sapere come stanno le condizioni della scuola dove i nostri figli passano la maggior parte del loro tempo, direi che non li ha nessuno. Poi, in quanto residenti del paese di Bettola, abbiamo diritto ad accedere a tutti gli atti del nostro comune. I pubblici ufficiali sono anzitutto servitori dello Stato e quindi dei cittadini. Hanno si 30 giorni per evadere le nostre richieste, ma le devono evadere”. 

Giunti a febbraio senza essere ascoltati ed essendo nel frattempo stata chiusa, riaperta e poi di nuovo chiusa, la scala di accesso alla scuola (perché corre voce crepata e pericolante), i genitori si rivolgono a prefetto, comune e scuola e inviano una lettera al quotidiano Libertà.  “In seguito la dirigente scolastica convoca una riunione nella quale lei stessa e il sindaco ci accusano di voler fare della mera polemica, ma in definitiva nessuno si assume la responsabilità di mostrarci una dichiarazione scritta nella quale si specifica che la scuola è sicura e a norma. La scuola non ha nemmeno effettuato la verifica statica (scadenza dicembre 2012) verifica che non hanno fatto la maggior parte delle scuole d’Italia, ma anche questo non mi consola”.

Alla richiesta di un nuovo colloquio e di documentazione inerente allo stato della struttura, la dirigente scolastica avrebbe dichiarato la sua estraneità a tale competenza. I genitori si rivolgono al sindaco che - si legge nella lettera - “adducendo scuse banali, tipo che i documenti non li ha lui, ma il tecnico, la segretaria deve dare il via libera, finisce per liquidarci con un bel: siete sempre qui a menare il torrone”.

I genitori si rivolgono di nuovo al prefetto e per la prima volta a vigili del fuoco e Asl. 
“Il prefetto ordina che Asl e pompieri organizzino un sopralluogo possibilmente congiunto con tecnici comunali. Il sopralluogo avviene il 18 aprile. Risultato: la palestra viene chiusa e non si danno comunicazioni né del perché né di cosa facciano i bambini al posto dell'educazione fisica. Evidentemente i genitori non hanno diritto di sapere. L’8 maggio la rappresentante di istituto chiede di prendere visione del verbale dei vigili del fuoco. Solo dopo questa richiesta, la dirigente scolastica finalmente invia comunicazione a tutti gli utenti con i punti salienti rilevati dal sopralluogo. La scuola risulta essere in uno stato di scarsa manutenzione e degrado interno ed esterno. Non emergono evidenti dissesti statici che ne compromettano nell’immediato la stabilità della struttura. Però l’edificio non è stato sottoposto a verifica sismica, la scala di emergenza è costruita fuori norma, si rileva la mancanza di idranti, il locale palestra pavimentato con linoleum di cui non si conoscono le specifiche e quindi non è dimostrata la resistenza al fuoco, il parapetto della scala interna non è a norma; si rileva la mancanza di dispositivi antiscivolo, cavo elettrico di messa a terra senza protezione, le planimetrie non sono aggiornate e per ultimo si rileva la mancanza di megafono”.

“Per quanto riguarda le competenze dell’Istituto, è stato disposto quanto segue: - riapertura della scala principale dopo lavori di consolidamento effettuati dal Comune di Bettola - inagibilità della palestra - acquisto di megafono - Trasposto di materiale cartaceo da conservare agli atti, ad altra struttura. Ora, io non commenterò, ma mi limiterò ad invitare tutti, genitori, amministratori e cittadini comuni che leggono ad una riflessione: possiamo essere tranquilli a sapere i nostri figli in una struttura del genere?”

“Secondo me - si legge in successiva parte del documento - l’amministrazione attuale, la dirigenza scolastica, e i dipendenti tutti, anziché mettersi di traverso, avrebbero dovuto affrontare questo movimento di protesta, affiancandolo e sostenendolo. Nemmeno loro sono responsabili del degrado, ma comportandosi così si sono resi complici. La cosa scandalosa è che solo poche maestre si sono manifestate a favore di questa protesta. Eppure anche loro passano la maggior parte del tempo in quella struttura fatiscente, e in più sono responsabili dei bambini che noi gli affidiamo”.

Fotografie all’interno dell’edificio scolastico 
Nella comunicazione ai genitori la direzione scolastica evidenzia che le foto a corredo dell’esposto, non sono state autorizzate né è stata richiesta l’'autorizzazione. “Fare fotografie in un pubblico istituto - ribatte la signora Rossi - non è assolutamente vietato. Salvo aree militari. Tanto più che le foto in riferimento, non sono state pubblicate su un social network, ma inviate ad organi competenti, da un referente che indicava tutti i suoi dati. E’ inutile che si continui a voler mettere il punto su quello che hanno fatto i genitori, quando proprio quello che hanno fatto i genitori, avrebbero dovuto farlo le Istituzioni di riferimento. Si sa benissimo chi ha fatto le foto, quindi è ora di finirla di mettere in giro la voce che saranno fatte denunce contro ignoti, se ci sono denunce da fare si facciano e basta. A proposito delle foto alle scuole, vi indico una bella iniziativa di Repubblica. Si chiama: Fotografa la tua scuola. I fotografi che hanno pubblicato, sapranno di essere a rischio di denuncia?!”

Marcella Rossi – Bettola – marcella.rossi@saiepiacenza.com

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Possiamo stare tranquilli nel sapere i nostri figli in una struttura del genere?»

IlPiacenza è in caricamento