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Anna Còccioli Mastroviti e Giuseppe Baracchi

Anna Còccioli Mastroviti e Giuseppe Baracchi

Premio Gazzola, il 9 ottobre un convegno sul restauro del patrimonio artistico

Per l’evento, legato alla decima edizione del Premio Gazzola per il restauro del patrimonio monumentale piacentino, relatori di rilievo internazionale

La Fondazione di Piacenza e Vigevano ospita venerdì 9 ottobre 2015 all’auditorium Santa Margherita (via Sant'Eufemia), una giornata di studi in occasione della decima edizione del Premio Gazzola per il restauro del patrimonio monumentale piacentino. I lavori dell’importante convegno sono articolati in due sessioni: dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle18:30. L’evento è promosso dalla soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza, con la cura scientifica di Gian Carlo Borellini e Anna Còccioli Mastroviti e si svolge in collaborazione con l’ordine degli Architetti paesaggisti pianificatori della provincia di Piacenza.  Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato delle ore di formazione seguite.

Dopo l’apertura del soprintendente architetto Gian Carlo Borellini, alla presenza del sindaco di Piacenza e delle autorità, interverranno i figli dell’architetto Piero Gazzola, Gianandrea e Maria Pia, presidente dell’associazione Archivio Piero Gazzola.

Tra i relatori, l’architetto Luciano Serchia, già soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Parma e Piacenza, Anna Riva dell’Archivio di Stato di Piacenza, Anna Maria Matteucci, professore emerito di Storia dell’arte dell’università di Bologna, Paola Marini direttore dei musei d’Arte e monumenti del comune di Verona, direttore designato delle Gallerie dell’accademia di Venezia.

Nel pomeriggio, si susseguiranno gli interventi di tutti gli architetti che dal 2006 al 2015 sono stati coinvolti nei restauri dei palazzi oggetto del Premio Piero Gazzola: Eliana Masoero e Livio de Carlo, Marcello Spigaroli, Pier Giorgio Armani, Taziano Giannessi, Paolo Pagani, Benito Dodi, Sergio Morlacchini.

Le linee guida della Giornata di Studi sono state anticipate da Anna Còccioli Mastroviti e da Giuseppe Baracchi, presidente dell’ordine degli Architetti, i quali hanno evidenziato come il convegno di venerdì sarà occasione per discutere posizioni storiografiche e critiche acquisite, per trasmettere su scala nazionale un importante capitolo dell'architettura e della decorazione dell'età barocca e tardo barocca, testimoniati a Piacenza da palazzo Anguissola di Grazzano, palazzo Ghizzoni Nasalli, la Chiesa dei Teatini, palazzo Rocci Nicelli, palazzo Mischi, palazzo Chiapponi, palazzo Douglas Scotti Della Scala di San Giorgio, palazzo Cigala Fulgosi: singole dimore dell'alta aristocrazia piacentina i cui interventi di restauro, sono stati oggetto delle passate edizioni del premio Piero Gazzola e che dimostrano l’opportuna convivenza tra antico e moderno grazie alle soluzioni architettoniche e tecnologiche adottate nel corso del tempo.

A Piacenza 175 palazzi caratterizzano l’architettura del centro storico

La giornata di studi sarà anche occasione per argomentare anche sul ruolo della committenza e dell'architetto progettista del restauro.  Il "Premio Gazzola” - intitolato a Piero Gazzola (1908-1979), l’illustre architetto piacentino è stato soprintendente per i Beni architettonici di Verona, Mantova e Cremona ed è tra i fondatori dell'International Council on Monuments and Sitistituito - è stato promosso nel 2006 dalla delegazione di Piacenza del Fai, dall'associazione Dimore storiche italiane, dall'associazione Palazzi storici di Piacenza. Di concerto con la soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le province di Parma e Piacenza, che dal 2013 dà il patrocinio all'evento, è attribuito a interventi di restauro del patrimonio monumentale piacentino. Ne corso degli anni si è consolidato un percorso culturale principalmente finalizzato a far emergere quegli aspetti qualitativi del restauro architettonico che. hanno interessato brani significativi del tessuto edilizio cittadino nel quale si contano circa 175 palazzi di elevato livello architettonico e urbanistico. Può quindi tornare utile uno sguardo d'insieme alla produzione architettonica nobiliare piacentina di questo lungo periodo storico rivisitata attraverso una sapiente opera di restauro conservativo.

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