Palazzo Galli gremito per la presentazione di "Sulle orme di Ricchetti con Arisi"

Un'affluenza sopra le attese e un parterre d'eccezione hanno accolto alla sala dei depositanti di Palazzo Galli-Banca di Piacenza, la presentazione del libro "Sulle orme di Ricchetti con Arisi". Il filmato che accompagna il libro sarà disponibile dall'11 novembre su internet

Sforza Fogliani, Gobbi, Passerini, Grana (foto di Camillo Murelli)

Un'affluenza sopra le attese e un parterre d'eccezione hanno accolto alla sala dei depositanti di Palazzo Galli-Banca di Piacenza, la presentazione del libro "Sulle orme di Ricchetti con Arisi" (160 pagine, edito da Ediprima) frutto di una "riformattazione" e integrazione di un diario iniziato da Oreste Grana il 22 ottobre 1996, quando Arisi, coordinatore delle manifestazioni che avrebbero celebrato il centenario della nascita del pittore Luciano Ricchetti, scelse tre protagonisti del Gruppofotoamatori di Podenzano Oreste Grana, Sante Benedetti e Camillo Murelli per realizzare un reportage fotografico durato quasi un anno, a zig zag tra le località dove Ricchetti aveva lasciato il segno del suo passaggio artistico.  

Grana aveva annotato in un diario direttive e suggerimenti di Arisi, le tappe delle riprese, le difficoltà, le gratificazioni e anche note di colore riferite agli estemporanei set fotografici. Il dossier era rimasto tra i ricordi personali dell'autore fino a quando, ha scritto Pier Luigi Magnaschi in un messaggio letto nel corso della presentazione «La capacità rabdomantica di Renato Passerini, ha portato alla luce questi fotogrammi in un libro a disposizione di tutti. Questi scatti che illustrano il libro fermano un'emozione, una contiguità, un'affinità creativa. Grana e i suoi amici si nutrivano (e si nutrono) di pittura, con umiltà e senza ambizioni o esibizionismi. Questo libro è il frutto della loro sconfinata passione. Una passione vera, culturale, nel più profondo significato della parola. Il mio primo pittore di riferimento, quando ero ragazzino – ha proseguito Magnaschi - era Luciano Ricchetti che, in quegli anni, affrontava il grande ciclo di affreschi nel Santuario della Madonna della Quercia di Bettola che era retto da mio zio, don Luigi Bottazzi. E a Bettola passava le vacanze, nella sua residenza estiva, Ferdinando Arisi, alle cui parole mi abbeveravo la sera quando passava in canonica, dopo cena. Questo libro mi è piaciuto, non perché sia un libro di critica d'arte, nè perché, in esso, Arisi abbia espresso idee nuove su Luciano Ricchetti, rispetto a quelle che compaiono nelle sue grandi opere sul pittore piacentino ma perché è la testimonianza di un'autentica, disinteressata e vivificante passione per l'arte».

«Il libro – ha testimoniato Raffaella Arisi - è stato una piacevole sorpresa: evidenzia la mole di lavoro svolta dal pittore Ricchetti nelle chiese della città e della provincia ma soprattutto il minuzioso lavoro di ricerca del Gruppo Fotoamatori di Podenzano, che si sono mossi prima in modo autonomo poi guidati da biglietti di mio padre.  Mi ha intenerito che siano stati conservati con cura per vent’anni e riprodotti integralmente. Il libro si potrà utilizzare anche come piccola guida da quanti vorranno muoversi alla ricerca delle opere di Ricchetti. Di lui ho alcuni ricordi personali, di quando ritrasse mio padre, me e mia sorella, di quando lavorava nella chiesa di Podenzano, di cui mio padre ammirava in modo particolare l’originale soluzione della Via Crucis. Lo ricordo sempre sorridente, uomo di poche parole. Il ciclo pittorico della chiesa di San Giovanni di Bettola è stato origine del legame di mio padre con il paese: proprio andando a vedere quegli affreschi nel 1959 decise di trascorrervi le vacanze estive, di costruirvi una casa e, infine, di esservi sepolto, accanto alla Cappella della Madonna della Quercia con il bel mosaico di Ricchetti, recentemente restaurato. Da allora il paese, di cui è cittadino onorario, ogni estate lo ricorda nel corso di un evento culturale curato da bettolesi amanti della storia e dell’arte. Penso che il pittore Ricchetti possa essere considerato quasi uno di famiglia da quanti ne posseggono un’opera, che lo abbiano o meno conosciuto personalmente, tanto è entrato nel tessuto culturale piacentino, sia in edifici pubblici che privati».

«Questa che abbiamo tra le mani - ha concluso Corrado Sforza Fogliani, presidente d'onore della Banca di Piacenza - è una pubblicazione che si distingue da tutte le altre. È geniale: mette insieme due figure di primissimo piano della nostra cultura e della nostra arte, Arisi e Luciano Ricchetti (due amiconi, tra l’altro). Le pagine del libro ci conducono per mano come fossimo bambini, bambini innamorati delle opere del pittore/scultore e del critico (il più grande critico d’arte che Piacenza abbia mai avuto). Scopriamo così particolari inediti di grande interesse (e che senza questo libro avrebbero rischiato di perdersi), così come scopriamo – per non dire altro – accuratezza, infinito sapere e genialità di quel grande lavoratore che fu Arisi, il cui impegno continuo viene qua ampiamente documentato anche attraverso i suoi appunti e scritti, redatti in quella sua composta calligrafia che ne rappresentava l'animo e il nitore.

«Di Ricchetti e di Arisi - continua - la nostra Banca parla in ogni dove dall'affresco, in Sala Ricchetti, non a caso, con (anche) la testa di Traiano venuta alla luce l'anno prima della realizzazione dell'opera, al quadro col quale Ricchetti vinse l'importante (in quegli anni, il più importante) "Premio Cremona". Un quadro – è bene ricordarlo – che abbiamo ricomposto a Palazzo Galli nella sua interezza, e con tutta la sua storia, pezzo per pezzo, intorno all’autentica testa del balilla, in cui Arisi riconobbe le sembianze del figliodel custode della Galleria Ricci Oddi, secondo un'usanza di Ricchetti (che, a Farini, ad esempio, ritrasse invece, in chiesa la figlia – biondissima – del locale maresciallo dei Carabinieri, come s’è già scritto su Bancaflash). Palazzo Galli si può dire che sia una creatura di Arisi (che lo ha studiato, descritto, illustrato di presenza; che lo ha onorato con la passione – a scoprirlo – di un giovane), così come la Sede centrale della Banca è una creatura – oltre che di Bacciocchi e del suo genio – di Ricchetti è sicuramente dovuta al grande interesse per la memoria di due grandi piacentini: l'artista Ricchetti e l’uomo di cultura Arisi».

Notevole il colpo d'occhio sulla platea e sulla saletta laterale: tra i presenti il presidente della Banca di Piacenza Luciano Gobbi con la dirigenza dell’istituto, la figlia di Ricchetti, Roberta e di  Arisi Elena,  diversi artisti, giornalisti e uomini di cultura e tanti estimatori dei due protagonisti che il libro ha riunito in un selfie digitale. E’ stato anche comunicato che il filmato realizzato da monsignor Tedoro Pallaroni nel 1975 e che vede Ricchetti intento a realizzare un grande affresco a Podenzano, oltre che con l'App Qr code, da domani sarà reso disponibile in Internet cliccando sul sito sul link: https://m.youtube.com/watch?v=YgseO7kD2SA&feature=youtu.be.

Benedetti - Grana - Camillo - Passerini-2Grana - Passerini- Arisi-2Raffaella Arisi-2nella prima fila Elena Arisi e i coniugi Roberta Ricchetti - Giancarlo Civardi-2

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