Tutti pazzi per il presepe, tra sapienti mani artigiane e iper tecnologia

C'è ancora tempo, dopo l'Epifania, per ammirare i presepi delle chiese piacentine. Una tradizione che si rinnova da secoli, in cui, ora, la tecnologia permette raffinati effetti di luce e movimento. Le immagini

E' sicuramente appariscente e decorativo l’onnipresente e sfavillante abete addobbato a festa, mutuato dalla tradizione nordica, ma è solo il fascino sottile e tutto spirituale del presepe che ci riporta con la sua poesia al grande evento di duemila anni fa. Una semplice grotta, interpretata con le tecniche più varie, mediante l’utilizzo di umile cartapesta o del più futuristico dei materiali, è il simbolo di un miracolo che si rinnova ogni 24 dicembre alla scoccare della mezzanotte, quando, adagiato nel fieno della mangiatoia, compare il Bambino destinato ad essere il salvatore del mondo.

E se in alcune località della nostra provincia, come Rivalta o Bettola, sono per l’occasione allestiti suggestivi presepi viventi, in cui persone in carne ed ossa raffigurano protagonisti e comparse di questo grande avvenimento, non mancano presepi tradizionali in quasi tutte le chiese di Piacenza, realizzati a volte con tale raffinatezza e maestria da diventare vere e proprie opere d’arte.


I PRESEPI NELLE CHIESE DEL CENTRO STORICO - Tra le chiese situate nel cuore della “vecchia Piacenza”, San Carlo è forse la sede del presepe più famoso, che vanta una lunghissima tradizione risalente fino al 1925. Oggi, arricchito da componenti meccanico-elettronici, il presepio di San Carlo ci mostra un susseguirsi di suggestivi quadri animati, dall’Annunciazione fino all’adorazione dei Re Magi, mentre la serie di diorami è introdotta da deliziosi piccoli presepi artigianali di Taiwan e del Perù e da altri in ceramica di squisita fattura. Da ammirare anche uno splendido diorama dedicato al popolo degli emigranti italiani, in cui compaiono la celebre “lanterna” di Genova, la statua della Libertà statunitense, il Cristo di Rio. Sul diorama spicca la dedica: “L’altra Italia: i miti della speranza. Genova: la strada per la “Merica”; New York: la porta d’oro; Rio de Janeiro: l’oro verde. 1880/1914: 13 milioni 500mila italiani emigrati”. Un ultimo diorama è poi dedicato a colui che venne proclamato “padre dei migranti”, vale a dire il Beato G.B.Scalabrini.

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PRESEPI DAL FASCINO DI TERRE LONTANE - Presepi etnici anche nella Chiesa di San Savino, in via Alberoni, sempre nel cuore del centro storico piacentino. È il noto presepista Giovanni Pesatori che ne firma la maggior parte, dal presepe in puro stile napoletano a quello che rievoca uno scenario tipicamente palestinese. Vi sono poi presepi la cui ispirazione viene da terre lontane, come l’Argentina, il Congo, il Canada, il Madagascar. Singolare anche il presepe in sassi marini, realizzato dall’artista Migliorini. Particolarmente importante è poi l’insieme di statue artigianali, alte più di 50 cm., riproducenti la Natività e situate in una delle cappelle della Basilica. Non c’è invece tecnologia, ma solo grande talento nel presepe in terracotta che si può ammirare nella Cattedrale di Piazza Duomo, e più precisamente nella Cappella della Madonna. La sua realizzazione è merito degli studenti del Liceo Cassinari, che hanno predisposto anche il grande pannello che costituisce lo sfondo, su cui è raffigurato l’arcangelo Gabriele con la stella cometa. Una famosa artista piacentina, Ada Tassi, espone invece le statue in legno della Natività, scolpite di sua mano, nella Cappella della Sacra Famiglia.

presepe_duomo3TRADIZIONE E TECNOLOGIA - A poca distanza, il presepe esposto nella Basilica di Sant’Antonino: è ambientato in una capanna costruita in mattoni, con un fondale dipinto che ricorda una città antica, mentre una sorgente d’acqua sembra zampillare da una roccia inserita nel paesaggio circostante. L'atmosfera è calda e intima, pochi i personaggi racchiusi all'interno del piccolo scenario, dato che oltre a quelli principali sono presenti solo due pastorelli e alcuni agnellini, ma la scena è arricchita da una serie di dettagli e oggetti di uso comune come ceste e damigiane, mentre su una parete si arrampica addirittura un piccolo geco. In stile popolare il presepe allestito nella Chiesa del Corpus Domini, che occupa una superficie superiore a 30 metri quadrati. I personaggi sono costituiti da materiale composito, in quanto su un’anima di filo di ferro è stata predisposta una copertura in canapa, mentre le teste, le mani e i piedi sono realizzati artigianalmente in terracotta. La tecnologia moderna permette l’animazione dei personaggi e un suggestivo alternarsi del giorno e della notte sullo scenario di fondo.

Si potrebbe continuare ancora a lungo questo viaggio tra i presepi piacentini, ma lasciamo a voi la curiosità e il gusto di “scovare” nelle chiese di Piacenza e dintorni tanti altri piccoli grandi capolavori, non dimenticando, durante questo itinerario,  la mostra di presepi d’autore allestita presso il Palazzo Farnese a cura del gruppo presepisti piacentini, che potrà essere visitata fino al 9 gennaio.
 

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