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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

Presidio contro il Jobs Act, Zilocchi (Cgil): «Non basta dare 8mila euro per ogni assunzione»

Si è tenuto nel pomeriggio di giovedì 28 maggio davanti alla Prefettura un presidio per discutere di Jobs Act, pensioni, scuola e crisi

Si è tenuto nel pomeriggio di giovedì 28 maggio davanti alla Prefettura un presidio per discutere di Jobs Act, pensioni, scuola e crisi.
«Non si sta creando lavoro in più - afferma Gianluca Zilocchi, segretario provinciale di Cgil - A Piacenza abbiamo avuto un centinaio di iscrizioni in più ai centri di impiego. La riforma dovrebbe fare un piano di sviluppo: il lavoro non si crea licenziando le persone e non serve nemmeno la flessibilità. Non basta dare 8.000 euro per ogni assunzione, sono provvedimenti insufficienti che non eliminano la precarietà. Fare questa manifestazione in questi giorni ha un valore anche simbolico: siamo in concomitanza con l'anniversario del approvazione dello statuto dei lavoratori». 
«Lavoro alla Master da 10 anni - racconta Arianna D'Aversa - La crisi si fa sentire, le prospettive per il futuro non sono rosee. Ci sentiamo sempre meno sicuri e sempre di più in pericolo». 
«Per noi della Cgil - spiega Karim Mansar dell'Rsa dell'Astra veicoli industriali gruppo Fiat - la situazione é cambiata moltissimo. Soprattutto prima eravamo estromessi dalle decisioni: ora con la sentenza della Cassazione sono costretti a comunicarci le cose».
«I punti critici della riforma scolastica - spiega Paola poggi, insegnante di scuola primaria - sono molti. Per esempio contestiamo il fatto che dia poteri eccessivi al dirigente scolastico e meno libertà agli insegnanti. Inoltre non risolve il problema dei precari che hanno bisogno di essere stabilizzati. Servirebbe una discussione approfondita, una consultazione vera con gli insegnanti».
Sabato 30 maggio si terrà un'assemblea generale dei pensionati sul tema della rivalutazione delle pensioni.
«Il tentativo che fanno in tv di dividere giovani e anziani -  racconta Luciano Mazzari, segretario organizzativo Spi Cgil - a noi non piace. Nel 2023 inizieranno ad andare in pensione tutti i lavoratori che nel '96 avevano meno di 18 anni. Si troveranno con pensioni tra il 50 e il 60 per cento in meno. Queste cose ci toccano dal punto di vista dei figli e dei nipoti. L'assemblea è aperta a tutti». 

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