«Prestazioni chirurgiche spostate alla Clinica Piacenza: così avremo più spazio per i malati di Covid-19»

Il direttore Usl Luca Baldino: «Nonostante la situazione sia critica, fortunatamente, noi non siamo messi nella condizione di scegliere chi ricoverare in terapia intensiva, anche grazie ai trasferimenti in altre aziende sanitarie della regione»

Foto Usl Piacenza

«Stiamo cercando sempre più di incrementare la nostra capacità di ricoverare i Covid-19 con le polmoniti e di arrivare ad un equilibrio tra chi entra e chi esce. Nonostante la situazione sia critica, fortunatamente, noi non siamo messi nella condizione di scegliere chi ricoverare in terapia intensiva anche grazie ai trasferimenti in altre aziende sanitarie della regione e nel giro di qualche giorno arriveremo all'equilibrio di chi viene dimesso e di chi viene ricoverato, così come a breve dimetteremo persone che sono guarite». Lo ha detto il direttore generale dell'Usl di Piacenza, Luca Baldino, nel pomeriggio del 9 marzo. 

«Per quanto riguarda il nostro territorio - ha spiegato - abbiamo convertito in reparti Covid le strutture di Castelsangiovanni e Fiorenzuola, mentre a Piacenza sono sei i reparti (compresi gli Infettivi) dedicati unicamente al Covid. Per fare ancora più spazio, d'accordo con la dirigenza e proprietà, saranno spostate alla Clinica Piacenza le attività di chirurgia breve ed ordinaria e anche gli interventi oncologici che erano programmati e che per causa del virus sono state sospese nel nostro ospedale: in questo modo si ricaveranno altri spazi utili». «Ad oggi  - ha proseguito - siamo a 602 positivi di questi 295 a casa, 261 ricoverati e 45 morti (anziani e persone con patologie croniche e gravi). Il conteggio dei decessi avviene in base al luogo dove è stata eseguita la diagnosi. Tra i ricoverati 50 sono in terapia intensiva, di questi 21 sono a Piacenza e Castelsangiovanni mentre 29 sono stati trasferiti in altri ospedali dell'Emilia Romagna.

«In estrema sintesi  - ha concluso - questo virus è piu pericoloso per gli anziani ma più diffuso tra i giovani che tuttavia riescono a cavarsela con un decorso di qualche settimana, risparmiata la fascia pediatrica (solo 3 i casi positivi tra gli 0 e i 17 anni), sono 56 i casi tra i 18 e i 40 anni, 242 casi tra i 41 e 64 anni, 181 casi tra i 65 e i 79 anni e 120 casi sopra gli 80». Nei prossimi giorni in una struttura in via Buozzi in città e alla Casa della Salute di Cortemaggiore (ex ospedale) saranno ricavati posti letto per persone che se dimesse e guarite dal Virus non potrebbero rimanere sole per autoinsufficienza o perché soli o affetti da demenza. Per ora dello spazio militare a San Polo non abbiamo necessità». 

AGGIORNAMENTO REGIONALE 9 MARZO 18

In Emilia-Romagna sono complessivamente 1.386 i casi di positività al Coronavirus, 206 in più rispetto all’aggiornamento di ieri pomeriggio. E passano da 4.344 a 4.607 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati alle ore 12, sulla base delle richieste istituzionali. Complessivamente ci sono 601 persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 90 (15 in più rispetto a ieri). E salgono a 30 (ieri erano 27) le guarigioni, 29 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 1 dichiarata guarita a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.
Purtroppo, però, crescono anche i decessi, passati da 56 a 70: 14, quindi, quelli nuovi, che riguardano 5 donne e 9 uomini, tra cui un cittadino lombardo; la maggior parte delle persone decedute aveva patologie pregresse, in qualche caso plurime, mentre per 4 pazienti sono ancora in corso gli approfondimenti. In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 602 (74 in più rispetto a ieri), Parma 279 (3 in più), 164 Rimini (51 in più), Modena 116 (19 in più), Reggio Emilia 103 (33 in più), Bologna 80, di cui 35 del circondario imolese (complessivamente 18in più, di cui 8 del circondario imolese), Forlì-Cesena 16 (di cui 11 Forlì e 5 Cesena, complessivamente 1 in più relativo a Forlì), Ravenna 19 (6 in più), Ferrara 7 (1 in più rispetto a ieri).

Punti triage negli ospedali

I punti triage allestiti dalla Protezione civile regionale davanti alle strutture ospedaliere per filtrare le persone che accedono ai servizi sanitari sono complessivamente 17. Oggi viene montato un punto triage tenda a Cento. Nel dettaglio: 3 in provincia di Piacenza (Fiorenzuola d’Arda, Castel San Giovanni e Piacenza città); 3 a Parma (Vaio di Fidenza, Borgotaro e Parma capoluogo); 3 a Reggio Emilia (Reggio Emilia, Montecchio e Guastalla); 5 a Modena (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo nel Frignano e Modena capoluogo, dove la tenda è davanti alla sede del 118, a supporto degli operatori 118); 1 a Imola (Bo); 1 Repubblica di San Marino; 1 davanti a Ospedale Santissima Annunziata di Cento (Fe).

Struttura per la quarantena

È stato completato dalla scorsa settimana l’allestimento di una struttura campale esterna (con funzione di servizi e spogliatoi) che servirà come base logistica per chi dovrà operare nella gestione delle palazzine messe a disposizione presso la base dell’aeronautica militare di San Polo di Podenzano (Pc): queste ultime sono spazi destinati a ospitare le persone del Nord Italia che non possono svolgere il periodo di quarantena presso il proprio domicilio.

Carceri ed istituti penitenziari

Nell’ambito delle esigenze segnalate da carceri e strutture penitenziarie, le richieste di intervento sono pervenute da 10 istituti penitenziari della regione. Oggi viene montato un modulo abitativo per filtrare gli ingressi davanti al carcere di Ferrara. Per ora sono stati montati ad opera dei volontari di protezione civile: 1 modulo abitativo tipo container davanti al carcere di Forlì, con funzione di area per monitorare i nuovi ingressi; 1 tenda davanti alla casa circondariale di Modena, con funzione di area per monitorare i nuovi ingressi. Qui sono state consegnate d’urgenza anche un ambulatorio mobile della Pubblica Assistenza di Soliera e due Presidi Medici Avanzati messi a disposizione da Croce Rossa Italiana e Anpas per sostituire gli ambulatori medici presenti all’interno della struttura carceraria e danneggiati dai detenuti. Consegnate anche altre attrezzature, come un paio di torri faro a seguito di problemi di alimentazione elettrica dovute ai disordini; 1 tenda con funzione di area per monitorare i nuovi ingressi, davanti alla casa circondariale di Castelfranco Emilia (Mo); 1 modulo abitativo con funzione di smistamento persone all’ingresso davanti al carcere di Ferrara. Sono alle fasi di sopralluogo gli allestimenti davanti alle carceri di Piacenza e Reggio Emilia. Le tende vengono fornite dal Dipartimento nazionale di Protezione civile. Dalla scorsa settimana è presente un gazebo nel cortile davanti al Tribunale dei Minori di Bologna, in via del Pratello, per offrire riparo a parenti, avvocati e persone in attesa di accedere all’edificio, evitando assembramenti.

Dispositivi di protezione individuale

Tra sabato e domenica sono giunti in Emilia-Romagna nuovi dispositivi di protezione individuale dal Dipartimento nazionale di Protezione civile. In totale le mascherine (del tipo ffp2) pervenute dall’inizio dell’emergenza sono 47.160, gli occhiali antigraffio 6.800. Tutto il materiale viene consegnato al deposito sanitario di Reggio Emilia, da cui viene distribuito secondo i criteri prefissati, ad uso esclusivo di medici, infermieri e personale sanitario.

Volontari

Nella giornata odierna i volontari al lavoro in Emilia-Romagna per attività legate all’emergenza Coronavirus sono 84. Si stanno occupando prevalentemente di sopralluoghi ed allestimenti: del triage davanti all’ospedale di Cento, del montaggio davanti alle carceri. La distribuzione dei volontari ne vede 8 di Anpas, 4 di CRI, 4 impegnati a Ferrara, 24 a Modena, 2 a Parma, 14 a Piacenza, 12 a Ravenna, 14 a Reggio Emilia, 2 a Rimini. Dall’inizio dell’emergenza fino ad oggi si sono sommate 677 presenze giornaliere dei volontari.

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