«Prima tutti gli sfruttati, non solo gli italiani», il corteo di Usb attraversa la città

Si è svolto senza disordini il corteo del sindacato Usb. In più di duecento si sono dati appuntamento in piazzale Marconi nella mattinata del 23 giugno per poi sfilare in via La Primogenita, via Quattro Novembre per arrivare poi sul Pubblico Passeggio. Imponente il servizio d'ordine

Un momento del corteo

Si è svolto senza disordini il corteo del sindacato Usb. In più di duecento si sono dati appuntamento in piazzale Marconi nella mattinata del 23 giugno per poi sfilare in via La Primogenita, via Quattro Novembre per arrivare poi sul Pubblico Passeggio e infine raggiungere di nuovo la stazione. La manifestazione fa seguito allo sciopero nazionale del 22 giugno. Presente, in prima fila anche la vedova di Abdel Salam, il facchino deceduto durante un presidio davanti alla Gls di Montale nel 2016. Filo conduttore del corteo la lotta contro la repressione ovunque questa sia esercitata, sostengono. Dopo le lotte alla Gls e quelle a Leory Merlin, è notizia di qualche giorno fa l'ingresso al magazzino di Castelsangiovanni del nuovo provider Ucsa Spa che è subentrata a Premium Net e Ceva, la "guerra" contro il caporalato, il lavoro nero e le cooperative spurie "che nascono e muoiono nel giro di una notte e che non rispettano i lavoratori", prosegue senza sosta. Imponente il servizio d'ordine messo in campo dalla questura: quasi cento gli uomini tra Reparto Mobile e Battaglione dell'Arma dei carabinieri che hanno scortato i manifestanti, insieme agli agenti della Digos e alla polizia municipale che si è occupata delle viabilità. "Schiavi mai" e "Prima vengano tutti gli sfruttati, non gli italiani" sono stati gli slogan più ripetuti nel corso del corteo. 

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