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Grazia Pradella (foto GisImage)

Grazia Pradella (foto GisImage)

Grazia Pradella nuovo procuratore capo di Piacenza

«Fare il pm mi piace ancora». Oltre 30 anni di carriera a Milano con gli inizi legati alle inchieste sul terrorismo e Imperia, dove si è occupata di criminalità organizzata «e che conosco, essendo stata a Imperia conosciuta come la sesta provincia della Calabria»

Grazia Pradella è il nuovo procuratore capo di Piacenza. Ha preso possesso, il 25 giugno, il procuratore della Repubblica ha giurato davanti al presidente del Tribunale Stefano Brusati, alla presenza del procuratore generale della Corte di appello di Bologna, Stefano De Francisci e dell’ex procuratore Salvatore Cappelleri. Nell’aula Galli, rappresentanti dell’Ordine degli avvocati, con il presidente Giovanni Giuffrida, personale della polizia giudiziari e i colleghi magistrati della procura e del tribunale.

pradella brusati colonna-2Pradella, 58 anni, proviene da Imperia, dove ha retto per anni la procura, ed è in magistratura dal 1987. La sua carriera inizia a Milano, dove ha cominciato come giudice in Corte di appello. «Mi sono appassionata al capitolo terrorismo e stragi - racconta - e decisi di passare alla procura. E fare il magistrato inquirente mi piace ancora». Pradella ha indagato sulla strage di Piazza Fontana (1969), arrivando anche a scoprire la falsa pista anarchica e portando alla luce un archivio parallelo dei servizi, dal quale però mancavano stranamente i fascicoli dal 12 al 16 dicembre, cioè dallo scoppio della bomba alla morte di Giuseppe Pinelli. Pradella definisce «importante» l’esperienza maturata a Milano, con la procura guidata da Francesco Saverio Borrelli, Gerardo D’Ambrosio e da Edmondo Bruti Liberati. «A Piacenza - continua -  mi occuperò di tutti i settori, tra cui la criminalità organizzata, su cui ho indagato per parecchio tempo e che conosco. Io vengo da Imperia, che è chiamata la sesta provincia della Calabria». Il presidente Brusati ha detto che «Pradella viene a lavorare in un ufficio organizzato e funzionale, grazie al lavoro del predecessore Salvatore Cappelleri e del procuratore facente funzioni Antonio Colonna. Con Colonna, e con impersonale di tutta la procura, la collaborazione per affrontare l’emergenza epidemia è stata ottima». Una collaborazione, quella tra Tribunale e procura, che è l’idea di servizio alla collettività, ha concluso Brusati. Il procuratore De Francisci ha garantito «che la procura generale sarà sempre a fianco di Pradella, che conosco da tempo e che il confronto sarà sempre leale e aperto». Poi il pg della Corte di appello ha sottolineato che anche se qui molti si sentono lombardi, Piacenza è in Emilia Romagna.

L’ex procuratore capo Cappelleri, dopo aver ricordato l’efficienza della procura, ha sottolineato come «Pradella sia il terzo magistrato alla guida della procura proveniente da Milano. L’arrivo di Pradella è anche il segno della ripresa di questa comunità che è stata martoriata dalla crisi». Colonna, magistrato storico della procura di Piacenza, ha evidenziato come «la collaborazione tra Tribunale e procura sia votata a un sentire comune. E il servizio alla collettività è una funzione fondamentale del nostro lavoro». Si è detto, infine, «a disposizione» il presidente degli avvocati, Giuffrida. «Insieme abbiamo affrontato momenti difficili - ha scandito Giuffrida - e la nostra porta, per una organizzazione sempre migliore del lavoro, è sempre aperta». Con la presa di possesso di Pradella, la Giustizia piacentina è quasi a pieno organico. Manca soltanto un giudice penale in Tribunale e, se verrà aumentato l’organico, un sostituto procuratore in più in procura.

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