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Processato per tentato omicidio, ma l’imputato non si presenta

Un tunisino accusato di aver colpito un piacentino al collo, con una bottiglia rotta, dopo una lite in un appartamento in via Campagna

Doveva presentarsi in Tribunale per essere processato per tentato omicidio, ma di lui non c’era traccia. E così l’udienza per Amin El Manai, 42enne tunisino, è stata rinviata a marzo, nell’attesa che venga rintracciato. Il collegio presieduto da Stefano Brusati, a latere Sonia Caravelli e Aldo Tiberti - pm Monica Chicca - avrebbe dovuto giudicare l’uomo, difeso dall’avvocato Giuseppe Coiro, per aver colpito al collo, con una bottiglia rotta, un piacentino di 25 anni. La vicenda avvenne il 14 aprile del 2018 in un appartamento di via Campagna. Il piacentino era in casa con un albanese e la fidanzata del tunisino, una romena. Il piacentino, secondo una prima ricostruzione della polizia, che aveva svolto le indagini, sarebbe intervenuto per difendere la romena, che veniva picchiata dal compagno. Il tunisino, non gradendo il gesto, avrebbe spaccato una bottiglia di vetro e con il collo rotto avrebbe colpito il 25enne alla gola, con un fendente dall’alto verso il basso, provocandogli un profondo taglio, che per fortuna non ha avuto un esito letale. Ferito e perdendo sangue, l’uomo era stato soccorso dall’albanese che lo aveva portato in ospedale. Dopo le cure, il 25enne veniva dimesso con una prognosi di 14 giorni. Intanto, il tunisino si era dileguato ed era scattata la caccia della polizia. In realtà, l’aggressione potrebbe essere maturata per motivi legati allo spaccio. L’immigrato, che ha diversi precedenti per lesioni e anche per spaccio, non è più stato trovato.

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