L'abbraccio di decine di fedeli al processo di don Stefano Segalini: «Vittima di un complotto»

Si è aperto la mattina del 16 gennaio il processo a don Stefano Segalini, l'ex parroco di San Giuseppe Operaio che era stato arrestato in luglio dalla polizia per presunti abusi sessuali. La diocesi di Piacenza citata come responsabile civile

Don Stefano all'uscita dell'aula (foto Gis)

Si è aperto la mattina del 16 gennaio il processo a don Stefano Segalini, l'ex parroco di San Giuseppe Operaio che era stato arrestato in luglio dalla polizia per presunti abusi sessuali su alcuni giovani. Ad attendere don Stefano decine di fedeli e parrocchiani - circa una sessantina - presenti per sostenerlo e che lo hanno abbracciato all'uscita dell'aula del tribunale. Don Stefano attualmente si trova ancora agli arresti domiciliari.

L'udienza, rinviata in marzo, si è aperta con la costituzione di una sola parte civile - uno dei ragazzi che avrebbero subito molestie - assistita dagli avvocati Cosimo Pricolo ed Elisabetta Soavi. Il collegio, presieduto dal giudice Stefano Brusati (presidente del tribunale di Piacenza, a latere i giudici Sonia Caravelli e Aldo Tiberti), ha accolto la richiesta dell'avvocato Livio Podrecca (assiste tre ragazzi che non si sono costituiti parte civile) di celebrare il processo a porte chiuse, data la delicatezza delle testimonianze che verranno ascoltate durante le prossime udienze. Altri cinque giovani sono assistiti dall'avvocato Monica Testa: anche loro non si sono costituiti parte civile. Presente in aula il pubblico ministero Emilio Pisante che aveva coordinato l'indagine della Squadra mobile piacentina.

L'avvocato Pricolo, in apertura, ha chiesto di citare la diocesi di Piacenza come responsabile civile della vicenda di don Stefano Segalini, assistito dall'avvocato Mario Zanchetti del Foro di Milano. Il giudice ha accolto la richiesta e rinviato quindi il processo per permettere alla diocesi di comparire in aula con un proprio legale.

All'uscita dall'aula, dopo il rinvio del processo (il dibattimento non è stato aperto) don Stefano ha ricevuto l'abbraccio caloroso e la solidarietà dei tanti fedeli, tra loro anche Mauro Segalini, ex sindaco di Piozzano e cugino dell'imputato. In molti tra i presenti, che sostengono da sempre l'innocenza del sacerdote, hanno parlato di «Un complotto per fare del male a don Stefano».

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