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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Caso Levante

Truffa militare, la Cassazione: «Reati non connessi, decida il tribunale di Verona e non Piacenza»

Caso Levante e processo Esposito. La Cassazione ha deciso chi deve giudicare il carabiniere per due episodi di truffa militare avvenuti nel marzo 2020

Caso Levante. Ancora in corso, perché svolto in rito ordinario (nessun sconto di pena), il processo che vede imputato l'ex appuntato scelto dell'Arma, Angelo Esposito in forza alla Caserma di via Caccialupo e arrestato insieme ad altri militari il 22 luglio 2020. Cinque colleghi scelsero il rito abbreviato (riduzione di un terzo della pena) e la sentenza per loro è arrivata il 1 luglio 2021. Altri coinvolti nella maxi indagine delle Fiamme Gialle e Polizia Locale (tutti civili, accusati di spaccio) scelsero il patteggiamento con pene che vanno dai 4 mesi ai 4 anni per alcune migliaia di euro di multa.

Il carabiniere aveva 13 capi di imputazione per sette episodi ma per due capi che riguardano la truffa militare gli atti furono rimessi alla Cassazione che ha stabilito chi deve essere chiamato a giudicare: o il tribunale militare o l’ordinario. Per questo i suoi avvocati sollevarono il conflitto di giurisdizione. I reati di cui è accusato sono tortura, spaccio, falso, omessa segnalazione. Quelli su cui venne sollevato il conflitto riguardano due episodi per truffa miltiare: la giornata del 5 marzo 2020 quando avvenne un pranzo a Grazzano Visconti in orario e con l’auto di servizio al quale hanno partecipato anche altri colleghi. Dalle intercettazioni e dal "trojan" nel cellulare di Giuseppe Montella, i militari hanno mangiato e bevuto quattro bottiglie di vino. Nello stesso giorno il gruppo si recò in un bar del centro città per un brindisi. L’altra giornata in questione è quella del 12 marzo 2020 durante la quale ci fu una merenda a casa della mamma di Montella.

Nell'udienza del 13 aprile 2022 la Corte di Cassazione, risolvendo il conflitto tra autorità giudiziaria ordinaria e autorità giudiziaria militare, ha rilevato che - fanno sapere gli avvocati di Esposito, Pierpaolo Rivello e Maria Paola Marro - «erroneamente i giudici di Piacenza stavano processando il nostro assistito per due episodi di truffa militare, reato in ordine al quale è invece ovviamente competente il Tribunale militare di Verona. Per giungere a detta conclusione la Cassazione ha negato la fondatezza dell’impostazione, originariamente adottata dalla procura di Piacenza e poi fatta propria anche dal Tribunale, secondo cui vi sarebbe stata una connessione tra detti reati e gli ulteriori illeciti contestati allo stesso Esposito, mentre i giudici di legittimità hanno rilevato che trattasi di fatti del tutto indipendenti ed autonomi tra loro. E’ stata così recepita l’impostazione del collegio di difesa. Per questi stessi fatti invece gli altri coimputati, che hanno optato per il rito abbreviato sono già stati condannati dal gup».

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