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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Omicidio Gambarelli, al via il processo dopo otto anni

Si è aperto il 18 ottobre dopo otto anni dal fatto il processo in corte d’Assise per l’assassinio di Giorgio Gambarelli, avvenuto il 27 luglio 2013 in via Degani a Piacenza. Ad essere accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione è il tunisino Alì Fatnassi. Da allora è irreperibile

Si è aperto il 18 ottobre dopo otto anni dal fatto il processo in corte d’Assise per l’assassinio di Giorgio Gambarelli avvenuto il 27 luglio 2013 in via Degani a Piacenza. Ad essere accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione è Alì Fatnassi, tunisino oggi 32enne e irreperibile da allora (fu dichiarato latitante da settembre 2013 e su di lui pende un mandato di arresto europeo). Lo straniero è difeso dell’avvocato Emilio Dadomo mentre sorella, fratello e nipote della vittima si sono costituiti parte civile con l’avvocato Matteo Dameli. Le indagini erano state condotte dai caraavvocato emilio dadomo 2021-2binieri del Nucleo Investigativo coordinati dal sostituto procuratore Ornella Chicca.  Dopo una camera di consiglio la corte d’Assise presieduta dal giudice Gianandrea Bussi, a latere Sonia Caravelli – e dalla giuria popolare, ha deciso per l’apertura del dibattimento dopo aver rigettato le eccezioni della difesa. L’avvocato Dadomo aveva chiesto infatti alla Corte la revoca del decreto di latitanza e la nullità del decreto di rinvio a giudizio perché «Fatnassi non ha mai avuto contezza del procedimento a suo carico e non si è sottratto volontariamente alla giustizia anche perché non si ha la prova dell’avvenuta notifica personale».

Soddisfatto il legale della famiglia: «Siamo contenti. Finalmente possiamo cominciare il processo dopo otto anni dalla tragedia che ha sconvolto la famiglia di Gambarelli. Fiducioso nella giustizia». Saranno poi anche trascritte alcune intercettazioni risalenti al 2013: secondo l’accusa conterrebbero alcuni elementi che dimostrerebbero la fuga volontaria dopo aver ucciso l’uomo e quindi la sua responsabilità, la difesa le ritiene invece non provanti. E’ verosimile che Fatnassi si trovi in Tunisia, Paese che però non prevede l’estradizione in Italia. In tutti questi anni si è sperato, invano, che rimettesse piede in un paese UE per poterlo arrestare. 

Fatnassi e Gambarelli quella sera erano nell’abitazione di quest’ultimo in via Degani, ad un certo punto loavvocato matteo dameli 2021-2straniero è accusato di aver somministrato al fisioterapista piacentino farmaci antidepressivi in quantità molto elevata, stordendolo. Poi – secondo l’accusa – l’ha colpito al collo con due coltellate recidendogli la vena giugulare, facendogli così perdere molto sangue: una ferita che ha provocato uno choc emorragico che ha portato il povero 67enne alla morte. Fatnassi poi chiuse a chiave la porta e scappò all’estero verosimilmente passando da Ventimiglia. L’arma del delitto non fu trovata, mentre il corpo della vittima fu rinvenuto in camera da letto. I carabinieri cominciarono una caccia serrata e ben presto chiusero il cerchio attorno al giovane omicidio gambarelli via degani-2nordafricano.

Gli indizi su di lui sono tuttora pesanti: il Dna e la traccia del cellulare (il suo cellulare, dai tabulati, aveva agganciato la cella di via Degani nel lasso temporale in cui è avvenuto il delitto). Inoltre, una macchia di sangue era stata trovata dai carabinieri del Ris su un cassettone nella camera da letto di Gambarelli che, con buona probabilità, prima di essere sgozzato, benché intontito dai farmaci, aveva tentato una difesa. I carabinieri avevano poi sottoposto a un tampone salivare un parente del sospettato per comparare i due Dna. E la compatibilità rinvenuta era stata elevatissima.

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