rotate-mobile
Cronaca

«La Cgil non ha restituito i soldi quindi non sia parte civile»

Processo false tessere Spi-Cgil. Un avvocato dei cinque imputati chiede al giudice di non ammettere la Cgil come parte civile: "Spi ha restituito i soldi ai tesserati, Cgil no". E spuntano 78 remissioni di querela

I difensori dei cinque imputati nel processo per le presunte false iscrizioni al sindacato Spi-Cgil chiedono che la Camera del lavoro non venga ammessa come parte civile perché non ha restituito agli aventi diritto la percentuale di quote trattenute, al contrario dello Spi che lo ha già fatto. E’ emerso oggi, 12 novembre, durante il processo che vede cinque persone, tutti sindacalisti, accusate di truffa.

A chiedere al giudice Maurizio Boselli (pm Arturo Iacovacci) di non ammettere la costituzione della Cgil (attraverso l’avvocato Boris Infantino) è stato, tra gli altri, l’avvocato Fausto Cò che, con i colleghi Roberta Prampolini, Monica Testa e Maria Teresa Gardella, difende i cinque imputati.

I legali hanno anche chiesto di non ammettere la costituzione di due singole persone che si sono costituite con l’avvocato Piergiorgio Weiss di Milano. Infine, nella mattinata, sono anche state presente 78 remissioni di querela da parte di altrettante persone che si erano ritrovate, loro malgrado, iscritte al sindacato pensionati della maggiore organizzazione nazionale. Si tratta di una convenzione nazionale contenuta nello statuto della Cgil.

La tesi di Cò è semplice. Una canalizzazione fa sì che la trattenuta sindacale finisca per una parte alla Cgil (30 per cento) e per una parte allo Spi (50 per cento). Gli imputati (Edgardo Musselli, Franco Sdraiati, Loredana Riva, Nicola Gasbarro e Anna Maria Nicocia) poi non hanno, ha continuato Cò, preso nemmeno un euro di queste iscrizioni, un dato accertato dalle indagini sui conti correnti svolte dai carabinieri e dalla procura.

Secondo i legali, inoltre, non si configurerebbe nemmeno il reato di truffa. Alla fine di verifiche interne allo Spi, tutti i soldi relativi alla percentuale trattenuta sono stati restituiti a chi non voleva essere iscritto, evitando così il danno morale, “ma la Cgil non lo ha fatto, pur avendo percepito il denaro attraverso la canalizzazione. E se non lo ha fatto, la Cgil non può valutare un danno morale”. Il giudice si è riservato le due decisioni (remissioni di querela e parte civile) rinviando il processo in dicembre.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«La Cgil non ha restituito i soldi quindi non sia parte civile»

IlPiacenza è in caricamento