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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca

«Proclamarsi  “depositari della verità” sparando a zero sugli altri sindacati non aiuta i lavoratori»

Il Coordinamento provinciale Fp Cgil Polizia Municipale di Piacenza risponde alle dichiarazioni del Sulpl

«Leggiamo nel comunicato Sulpl del 9 maggio apparso sul quotidiano online “Ilpiacenza”, nelle prime righe dell’articolo, che i sindacati confederali Cgil-Cisl-Uil “usciti da un letargo secolare” osano addirittura “ergersi a unico sindacato di categoria”. Nello stesso articolo, verso la fine, si legge “il Sulpl, unico e solo sindacato rappresentativo della Categoria…”. Allora chi è che si arroga i diritti di unicità?»
La replica alla nota del sindacato Sulpl del 9 maggio arriva direttamente dal Coordinamento provinciale Fp Cgil Polizia Municipale di Piacenza. Ecco il testo della nota.

«Riguardo il letargo, non corrisponde al vero che Cgil - Cisl - Uil abbiano dormito un lungo sonno in questi anni, hanno invece concretizzato iniziative e attività volte a contrastare i provvedimenti dei vari Governi contrari allo status della Polizia Municipale e dei lavoratori pubblici (raccolta firme contro il provvedimento Monti che eliminava l’equo indennizzo e la causa di servizio, per esempio). Inoltre è sempre stata appoggiata e sostenuta la proposta di legge Barbolini/Saia sulla riforma della PM. A livello locale non si può negare che buona parte dell’attività di contrattazione è stata svolta dai sindacati confederali e attraverso le Rsu: durante queste trattative ci è sembrato che invece il Sulpl fosse spesso “latitante”».

Prosegue la nota: «Per quanto riguarda il sit-in, iniziativa riuscita in tutto il territorio nazionale con migliaia di aderenti, a Piacenza non si era di certo inferiori come numero a quelli del Sulpl presenti davanti alle regioni nel marzo 2015. Anche la Cgil è in attesa della conclusione dei lavori del DDL Sicurezza e l’iniziativa del 9 maggio era a sostegno di alcune tematiche legate alla PM che il decreto deve prevedere. Quello che è inaccettabile è il tono fortemente polemico e denigratorio che appare nell’articolo in argomento. Auto-nominarsi  “depositari della verità” sparando a zero sulle attività delle altre organizzazioni sindacali ci sembra controproducente e non utile alle rivendicazioni comuni ed agli interessi dei lavoratori».

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