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Giovedì, 18 Aprile 2024
L’indagine

Prodotti hi-tech venduti a metà prezzo, ma 28 milioni di Iva evasa: 45enne in carcere

Operazione della Guardia di Finanza di Piacenza, coordinata dalla Procura europea, per frode fiscale e riciclaggio transnazionale

La Guardia di Finanza di Piacenza, ha arrestato un uomo di 45 anni - su ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Padova - risultato essere a capo di un sodalizio criminale dedito alla commissione di frodi Iva a carattere transnazionale.
Le investigazioni condotte dal Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Piacenza - spiegano le fiamme gialle di Piacenza - hanno consentito di raccogliere gravi indizi circa l’esistenza di una associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi "carosello" sull’Iva intracomunitaria, nonché al successivo riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti generati.

In particolare la Finanza riferisce i dettagli della frode carosello: i soggetti coinvolti acquistavano prodotti per l’informatica e l’elettronica all’estero, interponendo nelle transazioni commerciali una serie di società fittizie aventi sede sia in Italia che nell’Unione Europea, al fine di sfruttare la mancata applicazione dell’Iva trattandosi di operazioni intracomunitarie in cui l’imposta viene applicata nel paese di destinazione.

Il meccanismo fraudolento, nell’ambito del quale sono state coinvolte oltre 20 persone compiacenti e 70 società “cartiere” (di cui 34 italiane e le restanti presenti in Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Spagna), avrebbe consentito di generare crediti Iva milionari e di rivendere sul mercato, dopo diverse cessioni fittizie, i prodotti tecnologici e informatici - anche di alta gamma - ad un prezzo decisamente inferiore rispetto a quello praticato dalle imprese oneste, applicando, in talune circostanze, scontistiche superiori al 50%.

Il Gip del Tribunale di Padova, su richiesta del Procuratore Europeo delegato della sede di Venezia, ha quindi disposto il sequestro preventivo per equivalente del profitto del reato fino alla concorrenza dell’Iva evasa pari ad oltre 28 milioni di euro.

L’operazione ha portato, tra l’altro, al sequestro - nei confronti dell’arrestato ritenuto al vertice del gruppo criminale - delle quote di una società nonché di un complesso immobiliare di assoluto pregio, situato in un palazzo storico nel centro di Bologna.

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