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Cronaca

Prof ucciso e smembrato, Grassi e Civardi restano in carcere. Intanto si indaga su due casi analoghi irrisolti

E’ stato convalidato l’arresto di Paolo Grassi e Gianluca Civardi, i due piacentini di 31 e 30 anni arrestati dalla polizia per la morte dell’ex insegnante milanese Andrea Manesco di 77 anni, il cui cadavere smembrato è stato ritrovato dentro una valigia nel cassonetto dell’immondizia vicino alla stazione di Lodi

E’ stato convalidato l’arresto di Paolo Grassi e Gianluca Civardi, i due piacentini di 31 e 30 anni arrestati dalla polizia per la morte dell’ex insegnante milanese Andrea Manesco di 77 anni, il cui cadavere smembrato è stato ritrovato dentro una valigia nel cassonetto dell’immondizia vicino alla stazione di Lodi nel pomeriggio di venerdì 8 agosto. I due piacentini, difesi rispettivamente dagli avvocati Alessandro Stampais e Andrea Bazzani del Foro di Piacenza, sono stati interrogati dal giudice per le indagini preliminari Elena Stoppini nel carcere delle Novate, ma si sono avvalsi entrambi della facoltà di non rispondere. L’avvocato Bazzani - che difende Civardi insieme alla collega milanese Francesca Cotani - aveva anche sollevato una eccezione procedurale nell’applicazione del fermo dei giorni scorsi, ma è stata rigettata dal gip. Il quale, ovviamente, ha anche confermato la custodia cautelare in carcere per entrambi gli indagati. 

Al momento la competenza dei magistrati sulle indagini rimane ancora in seno a Piacenza, almeno fin quando i risultati degli accertamenti tecnici della polizia scientifica confermeranno che il delitto è avvenuto nell’appartamento milanese di Manesco: in quel caso il fascicolo potrebbe con ogni probabilità finire direttamente in procura a Milano insieme all’altro aperto dalla procura di Lodi.

Nel frattempo pare che le indagini della polizia, che in questi giorni sta dedicando ogni risorsa a questo caso, si siano indirizzando anche su altri due delitti avvenuti nelle vicinanze di Piacenza e rimasti irrisolti. Delitti decisamente analoghi a quello di Manesco, visto che si tratta di due casi (uno del 2011 e l’altro del 2007) di cadaveri ritrovati smembrati e mutilati. Il più recente è quello di Orio Litta, in provincia di Lodi, dove nell’aprile di tre anni fa un ciclista scoprì casualmente i resti di un uomo decapitato e smembrato in riva al fiume Lambro. La vittima non venne mai identificata, così come anche un altro uomo trovato nel 2007 privo della testa e delle mani a Monteleone, in provincia di Pavia.
 

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