Cronaca

Profughi e lavori socialmente utili in piazza Cittadella e all'asilo della Besurica

Cugini: «Il concetto di reciprocità è molto importante: i profughi verranno coinvolti in attività socialmente utili in quanto sono stati accolti e devono restituire qualcosa alla nostra città». Potranno essere impiegati per tinteggiature e sistemazioni. A giorni la firma del protocollo

Da sinistra: Filippo Cella, Giorgio Cisini, Stefano Cugini, Paolo Dosi, Cristian Baldini, Roberta Di Francesco

E' stato proposto un progetto sperimentale che prevede l'inserimento dei profughi che chiedono ospitalità alla città in lavori socialmente utili.  «Il tema dei profughi - ha esordito il sindaco Paolo Dosi - è stato ampiamente dibattuto. È una sfida e dobbiamo cercare nuove modalità di accoglienza e di integrazione. Bisogna assumersi la responsabilità di prendere decisioni: tutti sono capaci di dire di "no" alle richieste difficili ma non tutti sanno affrontare queste problematiche. Questo progetto cerca di soddisfare sia le esigenze dei concittadini che degli immigrati: essi sono venuti fin qua per necessità. Il protocollo per il progetto verrà firmato entro la fine del mese». E sul tema dell'ospitalità privata spiega: «Può essere una cosa positiva ma è abbastanza complicata da gestire. Occorre capire se sia preferibile indirizzarci verso l'ospitalità di strutture organizzate».

«Il concetto di reciprocità - interviene l'assessore al welfare Stefano Cugini - è molto importante: i profughi verranno coinvolti in attività socialmente utili in quanto sono stati accolti e devono restituire qualcosa alla nostra città. La Prefettura si è molto impegnata in questo progetto. L'iniziativa coinvolgerà una ventina di persone per un paio di settimane ed inizierà tra la fine maggio e l'inizio di giugno. L'idea è quella di partire e capire se la cosa sta in piedi, poi andremo avanti, magari replicando questo progetto e magari non solo con i profughi ma anche con tutti i soggetti dei servizi sociali». 
«Gli interventi - dichiara l'assessore Cisini - saranno anche di formazione professionale: il personale verrà impiegato nel settore del l'edilizia per esempio. Si tratterà di opere di rifacimento di intonaci, tinteggiature, risistemazione del sasso a terra. Grazie alla scuola edile si potranno dare competenze specifiche alle persone. Si sistemerà il muro dell'asilo alla Besurica ma stiamo pensando anche al ritinteggiamento dell'autostazione di piazza Cittadella». 
Alla presentazione dell'iniziativa ha parlato anche Filippo Cella, presidente della scuola di formazione professionale delle maestranze edili: «La nostra scuola  si propone di formare le persone e di dar loro competenze specifiche. La collaborazione con il Comune è molto importante: uno dei nostri percorsi principali riguarda l'inclusione sociale. In questo modo riusciamo a svolgere la nostra attività di formazione consentendo agli immigrati di accedere ad alcune competenze importanti. Il Comune di Piacenza mette i materiali ma anche i cantieri, qualcosa che si possa riqualificare. In questo modo ci sarà una testimonianza del nostro intervento nella nostra città». «Piacenza - dice il vice prefetto aggiunto Roberta Di Francesco - come tutte le città italiane, è impegnata in questa emergenza che ormai è una cosa quotidiana. Noi dobbiamo accogliere i migranti e farli uscire dal nostro Paese, se vogliono recarsi in altri Stati, con qualcosa in mano, per esempio un diploma della scuola delle maestranze edili o altro».
Cisini, Cugini e Dosi-2

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