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"Progetti in equilibrio tra uomo e ambiente": il confronto alla Summer School di Architettura

Nel corso dell'incontro è stata più volte sottolineata l'importanza del territorio agricolo come strumento per la sua salvaguardia, ed è stata indicata l'esigenza di trasformare un'economia di sussistenza in economia redittuale

Come integrare un progetto di architettura in una corretta simbiosi tra uomo e natura, ripercorrendo le fasi del territorio urbano e montano della Provincia di Piacenza: è il tema affrontato dalla tavola rotonda che si è tenuta il 23 settembre "Feeding the landscape", nell’ambito della Summer school della facoltà di Architettura del Politecnico di Piacenza. 

L’ordine Architetti di Piacenza e la fondazione Architetti di Parma e Piacenza hanno dato il loro contributo, sotto forma di crediti formativi per la professione, al confronto che si è avvalso degli interventi di Guya Bertelli, direttrice del Polo di Piacenza facoltà di Architettura, di Silvio Ferrari, presidente dell’Ats Piacenza per Expo, di Ettore Capri, docente della facoltà di Scienze Agrarie presso l’università Cattolica di Piacenza, di Lorenzo Morelli, preside dell’università Cattolica Sacro Cuore di Piacenza, di Fiorella Felloni, consigliere della fondazione Architetti, di Giuseppe Baracchi, presidente dell’ordine Architetti della Provincia di Piacenza, mentre ha coordinato la tavola rotonda Michele Roda, docente del Politecnico di Piacenza.

Nel corso dell’incontro è stata più volte sottolineata l’importanza del territorio agricolo anche come strumento per la sua salvaguardia, ed è stata indicata l’esigenza di trasformare un’economia di sussistenza in economia redittuale, per non disperdere il grande patrimonio ereditato dal passato e per mantenere o meglio gestire il territorio, secondo quelli che sono i nuovi parametri di condivisione e rispetto della natura.

Tutti i relatori si sono trovati in sintonia nell’evidenziare la necessità di condividere nuove professionalità tra loro convergenti e nuove "visioni" di territorio, non solo dentro una logica di di tutela e mantenimento conservativo, ma di gestione e mutamento dinamico delle attività, nella completa sinergia tra progetto e ambiente.

Il valore aggiunto della esperienza di promozione del territorio piacentino è emerso dall’intervento di Silvio Ferrari, che ha sottolineato l’importanza del fare squadra per il raggiungimento di obiettivi che sembravano impossibili e che in realtà stanno dando importanti risultati dal punto di vista della visibilità di un territorio, come accaduto nel caso della presenza piacentina a Expo.

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