Protesta contro le unioni civili: le "Sentinelle in piedi" scendono in piazza

Sabato 23 gennaio in piazza Cavalli le "Sentinelle in piedi" veglieranno per un'ora in silenzio con un libro in mano

Una precedente manifestazione

Tornano a vegliare in piazza Cavalli le Sentinelle In Piedi sabato 23 gennaio alle 16 nella ormai nota modalità, per un'ora, in silenzio, con un libro in mano.

«E' slittato al 28 gennaio - si legge in una nota delle Sentinelle in piedi - l'avvio dell'iter legislativo del ddl Cirinna' c.d. "sulle unioni civili". Un testo di legge che viene presentato come necessario per garantire dei diritti ad una "categoria" di persone che si sostiene essere discriminata per il loro orientamento sessuale. Ma non c'è legge che possa cambiare la realtà. Non c'è legge che possa rendere uguali due realtà differenti in nome di un "sentimento"».

«Questa legge è una menzogna - continua la nota - E' una presa in giro soprattutto per chi crede di trovare la felicità in questa legge. Perché non si può pensare di tradurre in legge l'illusione che "love is love". Nessuna norma ha mai preso in considerazione i sentimenti. Non il codice civile quando disciplina il matrimonio, non la Costituzione. La nostra Costituzione, infatti, "riconosce" (cioè prende atto di qualcosa di preesistente ad essa) della famiglia come cellula primaria della società, poiché la famiglia è il nucleo stabile che può educare cittadini capaci di contribuire al bene comune e di accogliere la diversità. Il ddl Cirinnà scardina l'Istituto del matrimonio, allargando ad altre realtà che nulla hanno a che vedere con il matrimonio e, conseguentemente, scardina la famiglia. Perché tante famiglie significa nessuna famiglia». 

«Non da ultimo il ddl va respinto - spiegano le Sentinelle in piedi - perché abbiamo il dovere di tutelare i bambini. Poiché lo stesso prevede la possibilità che due persone adulte possano "fabbricare" un bambino con ovulo, utero e semi esterni alla coppia. Ecco perché scendiamo in piazza il 23 gennaio a Piacenza e nello stesso fine settimana in più di 50 piazze italiane, per dire no a questo ddl. La società intera è chiamata a dire "No" a queso disegno di legge ed è chiamata a farlo nello spazio pubblico poiché questa legge riguarda tutti. La famiglia non è una delle tante opzioni possibili per costruire la società. La famiglia non è una modalità di vivere l'amore. L'amore non è una pulsione sessuale e la tendenza sessuale non definisce le persone. Vegliamo, dunque, nelle piazze italiane lì dove viviamo, dove abitiamo, dove siamo chiamati a svegliare le coscienze di tutti coloro che ci stanno vicino».

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