«Non vogliamo fare i piastrellisti». Profughi occupano gli uffici del Comune, tensione in via Taverna

Una decina di profughi, si tratta di quelli arrivati 3 anni fa e già alloggiati nei quattro appartamenti trovati dal Comune, si sono presentati negli uffici comunali di via Taverna e ne hanno occupato uno. Attimi di tensione con le assistenti sociali e l'assessore Cugini

La polizia municipale davanti agli uffici di via Taverna

Una decina di profughi, si tratta di quelli arrivati 3 anni fa e già alloggiati nei quattro appartamenti trovati dal Comune, si sono presentati negli uffici comunali di via Taverna e ne hanno occupato uno. Attimi di tensione quando si sono rivolti con toni poco educati alle assistenti sociali e agli operatori presenti nei locali dell'assessorato. Motivo della visita poco gentile il fatto che non vorrebbero frequentare un corso professionale per piastrellisti. Sul posto una decina di agenti della municipale, dirigenti della questura e l'assessore al nuovo Welfare Stefano cugini che si è detto molto dispiaciuto per l'accaduto: «Abbiamo cercato di fare il massimo ma ancora non va bene, ci sono diritti e doveri che tutti sono tenuti a rispettare. Va bene l'ascolto e l'accoglienza ma la maleducazione e le minacce non possono essere tollerate». Nel primo pomeriggio gli animi si sono calmati ma la questione rimane aperta.

Foti (Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale): «Per i sedicenti profughi un bel foglio di via»

 

«Oltre ai fondi per la formazione professionale, l'Unione Europea mette a disposizione anche fondi per il rimpatrio di coloro che non hanno la qualifica di profugo. E' ora che il Comune di Piacenza si attivi per attingere a quei fondi», così commenta il consigliere comunale Tommaso Foti (Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale) l'ennesima protesta di una decina di profughi nella sede comunale di Via Taverna.

«Abbiamo tanti e gravi problemi nella nostra città e tante famiglie che dignitosamente, senza striscioni, slogan e occupazioni, affrontano le difficoltà economiche che le attanagliano. Così pure - prosegue l'esponente di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale - ci sono tanti piacentini ai quali i corsi professionali che frequentano non vanno a genio, ma avendo voglia di lavorare, ugualmente li frequentano». «Basta con una perdita di tempo infinita per ascoltare chi, come i sedicenti profughi, credono di avere maturato a Piacenza solo diritti e non anche doveri. La sopportazione - continua Foti - ha largamente superato il livello di guardia. O si adeguano o se ne vanno via».

«E sia ben chiaro a tutti - conclude l'esponente di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale - che a questa situazione di caos organizzato si deve mettere fine una volta per tutte: anche se del caso notificando a questi professionali disturbatori della vita sociale piacentina il foglio di via, come è possibile secondo legge».

LA REAZIONE DELLA LEGA - Fuori subito, da Piacenza e dal Paese”. Dopo l’aggressione dei migranti ai danni dell’assessore Cugini, questa mattina, il consigliere leghista Stefano Cavalli invoca il “pugno di ferro”. “Non intendiamo tollerare un secondo di più i capricci di questi fantomatici profughi che da tre anni mangiano e bevono sulle nostre spalle”, attacca Cavalli, che chiede “il rimpatrio forzato e immediato”. Per il consigliere del Carroccio "quanto accaduto oggi dimostra che non andavano assecondati dall’inizio, come da sempre noi della Lega Nord diciamo”. “Gli spiacevoli fatti di questa mattina sono il triste epilogo delle politiche del ‘porgi l’altra guancia’ messe in campo dal sindaco Dosi nei confronti di questa gente, che sfrutta il paravento dell’asilo politico per campare di assistenzialismo”. Per questo - incalza il consigliere leghista - “ci aspettiamo che ora Dosi ammetta il fallimento e chieda scusa ai piacentini, sulle cui spalle ha scaricato il peso di un’accoglienza forzata”. “Siamo profondamente indignati e la rabbia è tanta - rivela Cavalli -. Le pretese, i modi, l’irriconoscenza di questi presunti profughi rivelano ancora una volta che l’unica politica di cui abbiamo bisogno è quella dei respingimenti, non certo dell’accoglienza indiscriminata. La nostra Marina deve essere impiegata per scongiurare gli arrivi sulle nostre coste e non per il ritiro dei barconi”. Riguardo a quanto accaduto questa mattina a palazzo Mercanti “spero in un rapido accertamento delle responsabilità e in provvedimenti drastici ed esemplari”. “Mi auguro anche che l’assessore Cugini - a cui va la nostra solidarietà per la gravissima aggressione subita - si sia convinto che è il momento di mettere in campo misure di tolleranza zero nei confronti di questi soggetti, anche in relazione alla nuova ondata di sbarcati giunta recentemente a Piacenza”.

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