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Venerdì, 19 Agosto 2022
Cronaca Montale / Via Bartolomeo Riva

Blocco e proteste ai cancelli della Gls. Firmato nella notte un primo accordo

Picchetto fino all'una davanti all'ingresso della ditta di via Riva. Settanta lavoratori extracomunitari lamntano la mancata applicazione del contratto. Intervento risolutivo del Si Cobas

Questa notte si è tornati a rivivere i momenti di tensione che nel luglio scorso avevano caratterizzato la protesta dei lavoratori della Tnt di via Dossarelli. Stavolta la protesta è dei lavoratori della Gls, la ditta di trasporti e logistica che ha sede in via Riva, che lamentano la mancata applicazione del contratto di lavoro. Una settantina, quasi tutti immigrati extracomunitari, si sono schierati intorno alle 22,30 del 6 marzo davanti ai cancelli della Gls in via Riva a Montale, impedendo ai camion di entrare e uscire per il carico scarico della merce. Il tutto sotto l’occhio vigile delle volanti della polizia che hanno evitato che la tensione salisse alle stelle.

Montale: protesta davanti alla Gls

LUGLIO 2011: LA PROTESTA ALLA TNT

Slogan, picchetti, fischi, anche un falò con i pallet in legno. Insomma, la stessa protesta che la scorsa estate aveva tenuto banco per più di una settimana alla Tnt. Il portavoce dei lavoratori, come era stato anche per il caso Tnt, è sempre il sindacalista Aldo Milani di Si Cobas che all’epoca aveva ottenuto una vittoria dopo un lungo braccio di ferro davanti ai cancelli della ditta di via Dossarelli.

Questa volta la vittoria sembra essere arrivata in anticipo. Ieri sera infatti, intorno all’una, il sindacato autonomo ha firmato un primo accordo con i rappresentanti della cooperativa, con il conseguente scioglimento del picchetto.

«Dopo il primo sciopero dell’altra volta – spiega soddisfatto Milani - era arrivata una prima disponibilità da parte dei dirigenti a incontrarci. Ma secondo noi volevano solo prendere tempo per poi andare trattare con i tre sindacati principali. Non ci riconoscevano come sindacato. Allora abbiamo deciso di organizzare questa nuova protesta che, nelle intenzioni, sarebbe proseguita ad oltranza fino all’alba».

«Alla fine, dopo tre ore di picchetti - prosegue Milani - siamo riusciti a firmare un primo impegno per iscritto che prevede l’applicazione del contratto nazionale. Nel caso poi ci fossero prese di posizioni diverse nei confronti di questi lavoratori, noi saremo già pronti a fare di nuovo sciopero. Venerdì prossimo andremo invece a trattare i passaggi di livello e l’indennità sostitutiva di mensa di 5,29 euro al giorno. Ma la vera vittoria è che hanno riconosciuto il sindacato e i quattro delegati».

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