«Paparo sveglia!», i facchini della Gls protestano davanti alla Provincia

I facchini della Gls si sono riuniti di nuovo e hanno protestato davanti alla Provincia in via Garibaldi. L'assessore al Lavoro li ha incontrati in mattinata: «Alzando la voce non si ottengono corsie preferenziali. Questo è il risultato della non-gestione del Comune»

I facchini in protesta davanti alla Provincia

I facchini della Gls si sono riuniti di nuovo e hanno protestato davanti alla Provincia in via Garibaldi. Dopo i vari blocchi davanti all'azienda, dopo il corteo in città di 2 settiamane fa e il sit-in in prefettura adesso i facchini si sono dati appuntamento davanti al palazzo della Provincia. Solo il 28 marzo l'assessore comunale Brambati aveva chiesto alla Provincia di convocare un tavolo in tempi brevi.

CASO GLS: TUTTA LA VICENDA

L'assessore Andrea Paparo aveva risposto: «I problemi non si risolvono con richieste di tavoli, ma ogni soggetto si deve assumere le proprie responsabilità per agevolare il confronto e avviare la situazione a una risoluzione». L'azienda di Montale dove i facchini erano impiegati nella logistica ha deciso di sospendere l'attività, quindi una serrata, ritenuta illegale dai Si Cobas, il sindacato che dall'inizio è stato vicino ai facchini.

I ragazzi della Gls sarebbero senza stipendio da tre settimane e protestano al grido di "Paparo sveglia" per cercare di ottenere un incontro con l'assessore al Lavoro e per riuscire ad avere condizioni lavorative migliori. Sembra che a breve però un incontro tra le parti potrebbe avvenire.

In mattinata l'assessore Andrea Paparo ha incontrato una rappresentanza dei lavoratori nel palazzo di via Garibaldi. «Vorrei ricordare che stiamo lavorando per il raggiungimento di un accordo nella vicenda Gls» ha sottolineato l'assessore provinciale al Lavoro. «Auspico - si legge in una nota che riporta le parole di Paparo - che gli organi competenti vigilino sul rispetto della legalità, dentro e fuori dai cancelli dell’azienda». 

«Credo - ha aggiunto l’assessore - che l’atteggiamento tenuto da alcuni in queste settimane stia aggravando ulteriormente la situazione, danneggiando gli stessi lavoratori. La Provincia è ed è sempre stata disponibile a fare la propria parte in un contesto, però, privo di forzature e violenze. Ricordo che esiste comunque un accordo tra le parti: non dobbiamo far passare il messaggio che alzando la voce si possa ottenere l’accesso a corsie preferenziali».

«I piacentini in difficoltà, vorrei sottolinearlo, sono migliaia. Vorrei anche condannare le strumentalizzazioni di alcune forze politiche, come Rifondazione comunista, che sostengono la maggioranza in Consiglio comunale e che sono espressione di un assessore: interesserò a questo proposito il Prefetto, chiedendo di intervenire presso il sindaco di Piacenza per un opportuno richiamo a un corretto ruolo e un corretto rapporto istituzionale».

«Ricordo infine - conclude Paparo - che ci troviamo a gestire gli effetti di una logistica non governata in questi dieci anni proprio dal Comune. La Provincia si dichiara disponibile a continuare nel ruolo di mediazione, purché, nel caso in cui le parti collaborassero, forme e modalità siano quelle corrette».

«Gli atteggiamenti da tifoseria e la diffusione di notizie imprecise e fraintendibili non aiutano a migliorare la situazione». Il segretario provinciale della Uil Massimiliano Borotti interviene in merito alla vicenda, richiamando i rappresentanti istituzionali a un comportamento più consono e costruttivo. «Il riferimento - si legge in una nota - è diretto all’assessore comunale Ignazio Brambati, più volte avvistato in mezzo ai manifestanti e ripetutamente protagonista di affermazioni che hanno travalicato il corretto rapporto tra le istituzioni preposte. Lo stesso sindaco Reggi – ricorda Borotti a Brambati – ha più volte ripetuto che gridare non dà diritto ad avere ragione».

«L’auspicio sarebbe quindi quello che del monito del sindaco ne facessero tesoro almeno i componenti della sua Giunta. Non possiamo non rilevare – prosegue Borotti – la diversità nell’operato delle Amministrazioni coinvolte dal caso Gls: il costante collegamento garantito dall’assessore provinciale al Lavoro Andrea Paparo da una parte e la mancanza totale di segnali di interessamento sulle posizioni delle parti in causa da parte dell’Amministrazione comunale».

«Brambati – dice il segretario della Uil – da ex sindacalista capirà che ci sono ancora i margini per recuperare questa situazione, solo però restando nell’alveo naturale delle relazioni sindacali tra parti responsabili e firmatarie del contratto nazionale di settore nel rispetto delle modalità previste dal Contratto stesso».

Borotti tende anche una mano al componente della Giunta Reggi, cogliendo con favore l’interesse di Brambati per i problemi legati al pagamento dell’affitto e dicendosi «certo che, vista la presa di posizione, l’assessore potrà concorrere alla richiesta di un aumento del fondo sociale per l’affitto destinato ad aiutare tutti coloro che si trovano in difficoltà».

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«Ci auguriamo che anche questo tavolo raggiunga un obiettivo e definisca la vertenza contrattuale dei lavoratori della Gls, come avvenne in giugno per il lavoratore della Sole srl, Malko Dritan, che arrivò a una soluzione dopo la mediazione dell’assessore Andrea Paparo». Thomas Pagani, consigliere provinciale della Lega Nord, ricorda «che in Provincia si attivò un tavolo solo per un lavoratore, mentre ora ci sono problemi a istituirne un altro per tanti lavoratori della cooperativa Forza 4, da settimane senza stipendio. Concordo, invece, con l’assessore quando richiama alla legalità e ricorda come le condizioni di lavoro nel settore della logistica siano sempre state snobbate dal Comune e dai sindacati. Un settore di cui si sono invece ricordati, presenziando in prima fila, solo in occasione di convegni e tavole rotonde».

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