rotate-mobile
Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

Caso Gls di Montale, intervengono Cgil, Cisl e Uil

Caso Gls di Montale. Intervengono i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil: «No alla violenza, si al confronto e alla legalità»

Caso Gls (Leggi qui tutta la vicenda). Intervengono i sindacati confederali con una nota: «Il settore logistico a Piacenza continua ad essere travagliato da troppo tempo, in qualche situazione per la mancanza di rispetto delle regole, per la difformità di applicazione di contratti certi e di scarsi controlli a 360 gradi negli appalti. Alla fine dello scorso anno all'interno dell'Osservatorio Provinciale per il Facchinaggio, organismo fortemente voluto a livello nazionale dal sindacato confederale, attraverso il confronto con la Dpl e gli altri soggetti datoriali e istituzionali che lo compongono, si è costruito un primo punto stabile minimo attraverso la definizione delle tariffe di riferimento per livello nel settore».

«Come OO.SS di categoria stiamo operando attraverso la definizione di protocolli d'intesa, a partire dal coinvolgimento della società committente dell'appalto, per farne riconoscere i contenuti nei contratti commerciali da stipularsi con i Consorzi e le Cooperative del settore, al fine di garantire l'applicazione del CCNL di riferimento. No alla violenza, sì al confronto e alla legalità. E’ questo il messaggio lanciato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti all’indomani delle nuove proteste che hanno agitato la Gls di Montale, «dove certi soggetti non rappresentativi e non firmatari del contratto usano come metodo la violenza». Come ricordano le tre sigle sindacali, picchettare per impedire a chi vuole recarsi al lavoro di entrare in fabbrica o di uscire, oltre a essere un metodo coercitivo che limita la libertà individuale, rappresenta un reato».

«Alla luce della situazione venutasi a creare, Cgil, Cisl e Uil salutano con favore l’intervento delle istituzioni preposte, che hanno sin qui operato con tutta la professionalità del caso, mentre stigmatizzano il comportamento di chi, tifoso e memore di qualche esperienza passata si è dimenticato del ruolo che dovrebbe ricoprire: ossia quello di lavorare per il bene dei lavoratori e per il rispetto delle regole civili del confronto tra le parti, non quello di fomentare la protesta buttando benzina sul fuoco. Da questi soggetti ci si aspettava più senso di responsabilità: non ci sembra utile che qualche tifoso politico si prenda la briga di suggerire decisioni che spettano solo al ruolo delle relazioni sindacali e in casi di crisi alla competenza della Provincia».

«La mancanza di senso di responsabilità di una sigla sindacale non firmataria del CCNL e quindi non titolata alla contrattazione aziendale in quanto "non stipulante" (come definisce il CCNL) e di qualche nostalgico propagandista potrebbe mettere a rischio la permanenza sul territorio di alcuni operatori logistici, dopo che le tre sigle sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil erano riuscite ad avviare un percorso di confronto, che, passo dopo passo, sta permettendo di ottenere risultati concreti. In particolare, con la cooperativa che opera all’interno di Gls, Forza 4, già dal 2010, attraverso un accordo di emersione si e' ottenuto di applicare il contratto nazionale del trasporto merci e logistica come contratto di riferimento con l'adeguamento e l'aumento, di fatto, delle tariffe sulla paga oraria (ferie, permessi, straordinari ecc...), in sostituzione a quello Unci, con tariffe e tutele al di sotto, ritenuto non valido per il settore in questione. In ragione di somme pregresse si addiveniva, dopo serrato confronto, ad un accordo che prevedeva l'erogazione da parte della Soc. Coop. di €. 1000,00 (mille) che tutti i lavoratori (80 Soci-lavoratori) a qualsiasi titolo accettavano e firmavano».

«Da lì, il confronto, nonostante le difficoltà derivanti dalla crisi, proseguì, fino all’ultimo incontro di verifica, avvenuto in gennaio, ritenuto positivo e con precisi impegni sottoscritti da parte della Soc. Coop con verbale di incontro. Ora, il polverone scoppiato fa sospettare alle tre sigle sindacali che le reali ragioni della protesta siano differenti da quelle espresse fuori dai cancelli e il timore è che il tessuto economico possa perdere pezzi per strada: o si torna in un sistema di regole certe, con il ripristino e il rispetto della legalità da parte di tutti i soggetti in campo e coinvolti a qualsiasi titolo e forma anche nelle vicende di cui sopra, oppure non solo non riusciremo più ad attrarre aziende, ma saremo anche costretti a vederne partire qualcuna (vedi Coop Asso c/o Ceva di Cortemaggiore e forse la stessa Coop. Forza 4 c/o GLS)».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Caso Gls di Montale, intervengono Cgil, Cisl e Uil

IlPiacenza è in caricamento