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Pulizia della Difesa e dei carabinieri, lavoratori in sciopero: «Stop ad appalti al massimo ribasso»

Lavoratrici e lavoratori impiegati negli appalti di servizi di pulizia e ristorazione del ministero della Difesa e dell’arma dei Carabinieri in sciopero. E anche da Piacenza, dietro le bandiere della Filcams Cgil una folta delegazione ha raggiunto Montecitorio

Lavoratrici e lavoratori impiegati negli appalti di servizi di pulizia e ristorazione del ministero della Difesa e dell’arma dei Carabinieri in sciopero. E anche da Piacenza, dietro le bandiere della Filcams Cgil una folta delegazione ha raggiunto Montecitorio per la protesta andata in scena lo scorso 7 luglio. Lo sciopero è stato proclamato in modo unitario da Cgil Cisl e Uil dopo svariati incontri con il Ministero della Difesa e una manifestazione nazionale il 26 maggio scorso che non hanno portato risultati.  Rapporti di lavoro ridotti a circa dieci ore la settimana, continui tagli alle risorse destinate agli acquisti di servizi e ricorso a gare di appalto con il solo criterio del massimo ribasso senza il rispetto del costo del lavoro definito dalle tabelle ministeriali: queste sono solo alcune delle motivazioni che hanno animato le proteste.

“Le modalità di gara adottate dal Ministero della Difesa, così come dall’Arma dei Carabinieri, stanno producendo un effetto devastante, sia nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, sia per i servizi prestati – scrivono in una nota i sindacati confederali - capitolati al di sotto dei minimi essenziali previsti per legge, modalità di gara che vengono adottate dalle singole caserme o comandi definendo basi d’asta inferiori alla soglia minima europea e quindi senza pubblicazione del bando, creano condizioni di poca trasparenza e a rischio di illegalità”. 

Molto spesso, denunciano le organizzazioni sindacali, con tali modalità di gara si lasciano spazi ad aziende poco o per niente strutturate, che per sostenere l’offerta così al ribasso scaricano sulle lavoratrici e i lavoratori gli effetti conseguenti attraverso il ritardo costante nel pagamento degli stipendi fino alla mancata erogazione delle retribuzioni, se non addirittura il mancato versamento contributivo. 

Le Organizzazioni Sindacali confermano di proseguire nelle iniziative per tenere alta l’attenzione su questa vertenza, con l’invio immediato della richiesta di riunione del tavolo di monitoraggio definito con il Ministero della Difesa. “La vertenza di oggi non è che una delle tante che vedono, purtroppo, protagonisti le lavoratrici e i lavoratori occupati negli appalti di servizi con la Pubblica Amministrazione - affermano i rappresentanti sindacali - settori che coinvolgono una platea di circa mezzo milione di addetti che da quattro anni ad oggi stanno pagando due volte la crisi, prima come lavoratori e poi come cittadini”. Soddisfazione per l’esito dello sciopero per  Elisa Barbieri della Filcams di Piacenza: in molti cantieri si è raggiunta un'adesione pari al 100%.

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