«Abbiamo visto una tela spuntare da un sacco dell'immondizia». Si avvia alla fine un mistero durato 22 anni

I retroscena del ritrovamento casuale di quello che probabilmente è l'originale "Ritratto di Signora" avvenuto alla galleria Ricci Oddi. L'assessore Papamarenghi: «Uno splendido regalo di Natale per tutta Piacenza»

A sinistra il luogo del ritrovamento. A destra, la tela scoperta per caso dagli operai

Un vecchio sacco della ex municipalizzata Enìa conteneva il secondo quadro più ricercato al mondo: “Ritratto di Signora”, realizzato da Gustav Klimt. Il sacco nero, di quelli usati per la spazzatura, era in una piccola scaffa sul retro della Galleria, dalla parte che si affaccia sullo Stradone Farnese. Alcuni operai, impegnati nel togliere l’edera che aveva coperto la facciata di uno degli edifici, hanno notato in basso uno sportello di ferro, chiuso male. Lo hanno scostato e dentro hanno visto che c’era un sacco nero.

Il giallo del Klimt, comunque, continua. Fino a che le evidenze scientifiche non confermeranno che si tratta proprio del Ritratto di Signora sparito, cioè rubato, il 22 febbraio 1997. 

Mohammed Aberjhaz, un operaio, racconta di essere stato chiamato dalla collega che, togliendo l’edera, aveva scoperto l’intercapedine: «Abbiamo aperto il sacco nero e visto il quadro. Sembrava in buone condizioni».

E’ stata avvertita la responsabile della ditta Globo Dimensione Verde di San Nicolò (che ha in appalto i lavori) Giuseppina Savini: «Il sacco, sul quale c’era la scritta di Enìa, era stato aperto per metà, per vedere cosa contenesse. Ho visto il quadro, ed è apparso in buone condizioni, e dietro alla tela - nessuna cornice - c’era un sigillo di cera lacca della Ricci Oddi». La donna è la moglie di un carabiniere in pensione, Fabio Beghi, il quale è subito accorso quando lei lo ha chiamato.

Poi, il dipinto è stato preso in mano dal custode della Galleria, Leonardo Caronia, che lo ha portato al presidente Massimo Ferrari. «Consegnato il dipinto - afferma Caronia - ho telefonato ai carabinieri dicendo di mandare qualcuno perché sembrava che fosse stato trovato il Klimt. Poi, è arrivata la polizia che lo ha ritirato. Ho visto metà della tela e non aveva cornice, ma non sembrava rovinata».

Sul posto si sono recati anche gli assessori Paolo Mancioppi e Jonathan Papamarenghi. Quest’ultimo, assessore alla Cultura, ha ringraziato «la polizia e i carabinieri, che con impegno hanno sempre svolto le indagini. L’opera è preziosissima. Dopo la Natività di Caravaggio, infatti, è il secondo quadro italiano più ricercato al mondo. Una grande soddisfazione, una gioia immensa, a 22 anni dalla scomparsa, il ritrovamento del “Ritratto di signora” di Gustav Klimt, l’opera più importante e prestigiosa della Galleria d’arte moderna Ricci Oddi, qualora le verifiche confermassero l’autenticità del quadro, sarebbe un bellissimo dono, uno splendido regalo di Natale non solo per la comunità piacentina, ma per l’intero movimento artistico internazionale».

Il capolavoro, un olio su tela di 60x55 cm, fa parte di un gruppo di ritratti femminili dipinti da Klimt negli ultimi anni di attività (tra il 1916 e il 1918), alcuni dei quali rimasti incompiuti. Ma il quadro piacentino aveva assunto uno straordinario valore storico nel 1996, poco prima del furto, quando una studentessa pavese, Claudia Maga, aveva scoperto sotto al dipinto un altro Ritratto di signora, ma con cappello, realizzato da Klimt nel 1910, esposto a Dresda nel 1912, pubblicato nel 1927 e da allora dato per disperso. Gli esperti avevano confermato, dopo diversi esami, questo singolare pentimento del maestro austriaco che aveva di fatto dipinto sopra un proprio quadro, ritoccando la “Signora”.

LA STORIA DI UN MISTERO Un mistero lungo oltre 22 anni. Indagini dei carabinieri a spron battuto, tantissime persone ascoltate, tra mercanti d’arte, pregiudicati, piccoli e grandi criminali, faccendieri, piste estere. Ma del quadro non si seppe più nulla dal febbraio del ’97. Anche se sono tanti coloro che hanno sempre ritenuto che il dipinto fosse vicino. «Questo conferma ciò che abbiamo sempre detto, che il quadro non si era mai spostato da Piacenza. Sicuramente all'epoca, durante il sopralluogo, avevamo messo tutto sottosopra e cercato ovunque, anche in giardino» commentano gli investigatori dei carabinieri che, all'epoca del furto, avevano svolto le prime indagini.

E tante, durante le indagini, erano, e restano, anche le zone d’ombra. A partire dalla data esatta del colpo. Secondo gli investigatori, il Klimt sarebbe stato trafugato in un uno dei tre giorni precedenti il 22 febbraio. Il furto, infatti, fu scoperto con ritardo a causa di un trasloco di questa e altre opere per una mostra proprio su Klimt a Palazzo Gotico. Ombra anche sul modus operandi dei ladri: non è stato chiarito se il capolavoro venne fatto uscire dal tetto (la cornice fu trovata vicino al lucernario) o se i ladri passarono addirittura dall'ingresso principale. Le indagini dei carabinieri del Reparto operativo di Piacenza portarono a indagare sui custodi della galleria, la cui posizione venne però ben presto archiviata dal gip per mancanza di prove.

SGARBI «Se confermata, la notizia del ritrovamento del dipinto di Klimt, "Ritratto di Signora" è il migliore augurio di Buon Natale». Lo afferma lo storico e critico d'arte Vittorio Sgarbi. «Un'opera intensa, parlante, il ritratto di donna e' un'immagine familiare e umanissima che dava il carattere all'intero museo» ha detto all'agenzia Ansa.

IL CRONISTA Tra i cronisti davanti alla Galleria Ricci Oddi c’era anche Ermanno Mariani, giornalista che ha seguito l’inchiesta sul furto e che, nell’agosto del 2018, ha pubblicato un libro dal titolo “Il mistero del doppio ritratto di Klimt”.

«Secondo me - ha affermato - il quadro è autentico, almeno secondo i primi elementi raccolti. Ora bisogna capire come sia finito lì. Un nuovo libro? Per ora non ci penso. Sono, però, contento per la città, perché potrà dare un ritorno di immagine a livello mondiale e portare a Piacenza tantissimi turisti a e appassionati d’arte».

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